La sentenza del Tar del Lazio che ha annullato il decreto di Valutazione d’impatto ambientale per il progetto del porto crocieristico privato di Fiumicino apre un nuovo capitolo nella lunga vicenda che riguarda lo sviluppo dello scalo previsto nell’area di Isola Sacra. Una decisione che, oltre a fermare l’iter autorizzativo dell’opera, riaccende il dibattito sul futuro della portualità del litorale laziale, sulla tutela ambientale e sul modello di sviluppo del sistema portuale nazionale. Tra le prime reazioni c’è quella del sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, che ha accolto con favore il pronunciamento dei giudici amministrativi. «Il pronunciamento del Tar che accoglie le obiezioni dei comitati e delle associazioni ambientaliste contro la realizzazione del porto privato di Fiumicino è una notizia importante sia a livello di sviluppo territoriale che di strategia nazionale», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come la sentenza rappresenti un punto di svolta sotto diversi profili. «Da un lato si preserva un tratto di costa particolarmente fragile e non si crea concorrenza col porto di Roma – ha aggiunto Piendibene – dall’altro si ribadiscono le ragioni della portualità pubblica e la necessità di una visione strategica complessiva della portualità italiana». Il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso presentato da comitati e associazioni ambientaliste, rilevando diverse criticità nel procedimento che aveva portato il Ministero dell’Ambiente a rilasciare il decreto di compatibilità ambientale per l’infrastruttura. La decisione rappresenta una battuta d’arresto significativa per un progetto che da anni divide istituzioni, operatori del settore e cittadini tra sostenitori dello sviluppo economico e chi, invece, evidenzia i possibili impatti sull’ambiente costiero e sull’equilibrio del sistema portuale laziale. A esprimere soddisfazione è stata anche la Filt Cgil nazionale e regionale, intervenuta nel procedimento giudiziario. «Una decisione che rappresenta un importante richiamo alla necessità di garantire trasparenza, correttezza amministrativa e pieno rispetto delle regole che disciplinano il settore portuale, nella tutela dell’interesse pubblico e delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti», afferma il sindacato, evidenziando come il Tar abbia riconosciuto la piena legittimazione del proprio intervento. «È particolarmente significativo – prosegue la Filt Cgil – che il Tar abbia riconosciuto l’interesse concreto della nostra organizzazione sindacale rispetto alla corretta classificazione dello scalo e alle conseguenti ricadute sul lavoro portuale e sull’assetto del sistema dei porti. Le motivazioni della sentenza recepiscono una nostra lettura, sostenuta con determinazione durante tutto il procedimento e condivisa anche dagli altri soggetti intervenuti a sostegno del ricorso, confermando la necessità di affrontare il tema dello sviluppo del porto di Fiumicino nel rispetto delle norme, delle competenze istituzionali e della corretta pianificazione portuale». Il sindacato assicura infine che continuerà a seguire l’evoluzione della vicenda affinché «le future scelte relative al porto di Fiumicino siano assunte nel rispetto della legalità, della programmazione del sistema portuale nazionale e delle esigenze occupazionali del settore». La sentenza del Tar, destinata a incidere sul futuro dell’intervento, rilancia così il confronto tra sviluppo infrastrutturale, tutela ambientale e pianificazione strategica della portualità italiana, un tema destinato a restare al centro del dibattito istituzionale nei prossimi mesi.







