A 72 ore dall’incendio che ha colpito lo stabilimento Remat di trattamento dei rifiuti nella zona industriale di San Giorgio a Liri, nel Frusinate, l’emergenza legata alle fiamme è rientrata, ma resta alta l’attenzione per le conseguenze ambientali. Le ultime rilevazioni effettuate da Arpa Lazio, che continua a monitorare quotidianamente la qualità dell’aria, hanno evidenziato una concentrazione di diossine pari a due picogrammi per metro cubo, un valore superiore al livello di riferimento di 0,3 picogrammi per metro cubo. Alla luce dei risultati, sono state adottate misure precauzionali a tutela della popolazione. È stato disposto il divieto di utilizzo delle acque e il divieto di consumo di prodotti ortofrutticoli coltivati nel raggio di un chilometro dal sito interessato dall’incendio. Analoghe ordinanze sono state emanate anche nei Comuni limitrofi. Parallelamente proseguono le indagini della Procura di Cassino, che ha disposto il monitoraggio continuativo dell’aria, del suolo e delle acque per valutare gli effetti del rogo sull’ambiente. Gli investigatori sono impegnati anche ad accertare l’origine dell’incendio, le cause che hanno provocato le fiamme ed eventuali responsabilità. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa. Per agevolare la ricostruzione dei fatti, il procuratore di Cassino Carlo Fucci ha rivolto un appello ai cittadini invitando chiunque sia in possesso di fotografie, filmati o informazioni utili, riferiti ai momenti precedenti o immediatamente successivi all’incendio, a rivolgersi ai Carabinieri per fornire elementi utili alle indagini.







