Nella notte, dopo giorni di attesa, arriva il no dell’ex tecnico del Manchester City alla panchina della Nazionale italiana, “grazie, sono onorato, ma in questo momento non me la sento”. Un rifiuto che nasce da una scelta ponderata e sofferta. Guardiola ci ha riflettuto a lungo, probabilmente immaginandosi già con la maglia azzurra, pronto a guidare una squadra in campo e a sentire l’inno di Mameli prima di ogni partita. Poi però la ragione ha preso il sopravvento sul cuore, portando a una decisione che, viste le premesse, appare quasi inevitabile. In realtà, Pep aveva già messo in chiaro le sue intenzioni tempo fa, quando aveva annunciato la volontà di allontanarsi dalle panchine dopo dieci anni trascorsi al City. Sarebbe servita un’offerta eccezionale, quasi irrinunciabile, per farlo tornare su quella decisione. Maldini e Leonardo lo hanno chiamato proponendogli un progetto ambizioso, che andava oltre la sola guida della Nazionale maggiore, puntando su una rivoluzione tecnica dell’intero movimento azzurro. Guardiola, da vero uomo di calcio, non è rimasto indifferente, ma alla fine ha scelto di dire di no, mettendo al primo posto ragioni personali e il desiderio di una pausa lontana dai riflettori. Un rifiuto che lascia l’Italia a cercare un’alternativa, ma anche la conferma che, per quanto suggestiva, la panchina azzurra non basta a convincere un tecnico che ha già dato tutto e ora vuole tempo per sé e la famiglia. Ora la corsa per la panchina della Nazionale italiana si fa più serrata e i nomi sul tavolo della FIGC si riducono a pochi profili, ma con divergenze interne che rendono la scelta più complessa del previsto. Roberto Mancini e Andrea Pirlo restano i principali candidati, mentre Antonio Conte, inizialmente in pole position, sembra aver perso terreno per le idee diverse della coppia Maldini-Leonardo. Mancini resta l’opzione più pragmatica e sicura: già CT tra il 2018 e il 2023, protagonista della vittoria agli Europei 2021, conosce perfettamente il gruppo azzurro e garantisce esperienza e stabilità. Il suo rapporto di amicizia con Malagò e la profonda conoscenza della filiera azzurra lo rendono il candidato più credibile per la Federazione, anche se non sembra il preferito di Maldini e Leonardo, che puntano su un progetto più ambizioso e di lungo periodo. Pirlo emerge invece come il candidato più gradito alla coppia tecnica Maldini-Leonardo. Il legame con l’ex capitano azzurro è forte, e la filosofia di gioco di Pirlo, improntata su possesso e tecnica, si sposa bene con l’idea di rivoluzione culturale voluta dal nuovo corso azzurro. Negli ambienti milanesi e vicini all’Inter si vocifera che l’annuncio potrebbe arrivare entro sabato, segno che la pista si sta facendo sempre più concreta. Tuttavia, la sua esperienza da allenatore è limitata (Juventus, Sampdoria, Karagümrük e Dubai) e questo frena Malagò e parte della FIGC, che temono un salto troppo grande per un ruolo di tale responsabilità. La decisione finale sarà il risultato di un compromesso tra le tre figure chiave: Giovanni Malagò, Paolo Maldini e Leonardo. Malagò punta sulla concretezza e sull’esperienza, Maldini e Leonardo sul progetto e sull’identità. Se Pirlo è il preferito della coppia tecnica, Mancini resta l’opzione più sicura per la Federazione. La scelta potrebbe arrivare entro la fine della settimana, con la FIGC che non può permettersi di prolungare ulteriormente l’incertezza.







