venerdì, Luglio 31, 2026

Frosinone, smantellata la piazza dello spaccio di via Po

Un sodalizio criminale a base prevalentemente familiare che gestiva il mercato di cocaina, crack e hashish a Frosinone è stato smantellato all’alba di oggi. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Frosinone, supportati dai reparti territoriali e dal Nucleo Elicotteri di Roma Urbe, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP su richiesta della locale Procura della Repubblica. L’operazione, che ha visto l’impiego di oltre 50 militari, si è sviluppata simultaneamente nei comuni di Frosinone, Alatri, Veroli e Ferentino. 11 le misure cautelari personali complessive, con 2 custodie cautelari in carcere, 2 arresti domiciliari con braccialetto elettronico, 1 divieto di dimora nel comune di Frosinone, 2 obblighi di dimora (a Frosinone e Ferentino), 4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Oltre 24 mila episodi di spaccio certificati. 1.000.000 di euro il valore stimato dei proventi illeciti annuali L’attività investigativa, durata un anno e denominata convenzionalmente “Navigando sul Po”, ha svelato la presenza di una rete strutturata e protetta da vincoli di sangue. Gli indagati gestivano in modo sistematico la vendita al dettaglio delle sostanze stupefacenti, contando su turni continui e su una precisa divisione dei compiti. Nel corso delle indagini, i Carabinieri avevano già effettuato diversi sequestri e arresti in flagranza a riscontro delle intercettazioni. Il centro nevralgico del sodalizio era un appartamento di edilizia popolare in via Po a Frosinone, occupato abusivamente. I criminali avevano trasformato l’alloggio in un vero e proprio fortino protetto da telecamere a circuito chiuso per monitorare gli accessi e grate in ferro a protezione della porta d’ingresso. Il sistema prevedeva inoltre continui rifornimenti di droga durante la giornata. I proventi in contanti venivano prelevati periodicamente e spostati in luoghi sicuri per evitare ingenti perdite economiche in caso di perquisizioni delle forze dell’ordine. L’appartamento dell’A.T.E.R. è stato sgomberato e già assegnato a una famiglia in condizioni di fragilità sociale.

Articoli correlati

 
 

Ultimi articoli