In sette giorni migliaia di migranti sono arrivati (anche a nuoto) a Ceuta, enclave spagnola in Marocco. Almeno 57 i morti nella traversata. “Si rischia la crisi umanitaria”, dice il primo ministro Sanchez, che manda l’esercito, in appoggio alla Guardia Civil e chiude il valico di frontiera di Beni Enzar a Melilla, l’altra città autonoma spagnola situata sulla costa settentrionale del Marocco. Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che “l’Italia valuta la sospensione di Schengen con la Spagna”. Tajani è favorevole: “È sbagliata la scelta di Madrid, l’immigrazione incontrollata è un pericolo per la sicurezza” ha detto il titolare della Farnesina riferendosi alla recente procedura straordinaria di regolarizzazione dei migranti. Parole “indegne” per il ministro degli Esteri spagnolo Albares: “Da un Paese amico e partner ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia partitica”, afferma e annuncia di aver convocato l’ambasciatore d’Italia per protesta. Fonti del governo spagnolo citate da El Pais ritengono invece che la crisi sarebbe stata innescata piuttosto dall’interpretazione di una sentenza della Corte Suprema che vieta il rimpatrio di quanti raggiungono la costa a nuoto. Secondo le fonti, questa circostanza sarebbe stata “sfruttata da mafie e organizzazioni criminali” per approfittare della vulnerabilità dei migranti. Le forze di sicurezza marocchine hanno respinto in serata diversi tentativi di ingresso irregolare a Melilla, impedendo a gruppi di migranti di raggiungere la barriera di confine in vari punti della frontiera. Lo riferiscono la delegazione del governo e testimoni citati dall’Efe, secondo cui uno dei tentativi, nei pressi del valico di Beni Anzar, è stato contenuto dalla gendarmeria marocchina con l’impiego di mezzi antisommossa.
Dopo la scorsa notte di forte pressione migratoria sull’enclave spagnola in Marocco, conclusasi con l’ingresso di circa 130 persone, il presidente di Melilla, Juan José Imbroda, ha reso noto che nel centro di accoglienza per minori ‘La Purisima’ della città autonoma sono ora ospitati 260 minori migranti, oltre il triplo del limite di 83 posti fissato dal governo spagnolo. Prima degli ultimi arrivi, ha spiegato Imbroda all’Assemblea regionale, a Melilla erano già presenti 180 minori stranieri. Centinaia di manifestanti anti-immigrazione sono scesi questa sera in piazza davanti all’ambasciata del Marocco a Madrid e al consolato marocchino di Barcellona per protestare contro la crisi migratoria di Ceuta.
Secondo la prefettura, alla manifestazione nella capitale iberica hanno partecipato diverse centinaia di persone, mentre i media spagnoli stimano in circa 500 i manifestanti a Barcellona.
A Madrid, all’insegna dello slogan ‘Guerra al invasor!”, i manifestanti hanno denunciato quella che hanno definito “un’invasione” migratoria, scandendo slogan come “La Spagna è cristiana e non musulmana” e mostrando striscioni con la scritta ‘Remigration’, slogan caro ai movimenti dell’estrema destra europea. Alcuni manifestanti hanno effettuato il saluto romano.
Nel mirino anche il premier Pedro Sanchez, insultato e accusato di “vendere la Spagna ai musulmani”. A Barcellona, dove il presidio è stato convocato con lo slogan “Defensa Catalunya, Defiende Espanya’, sono stati rivolti insulti e consegne contro il re Mohammed VI del Marocco e il governo spagnolo. Sui muri nei pressi del consolato è comparsa anche una scritta con la frase: “Pedro Sanchez hijo de puta”.
Le mobilitazioni si sono svolte nel clima di tensione seguito all’ondata di arrivi irregolari nell’enclave spagnola di Ceuta, che ha alimentato lo scontro politico e concentramenti di protesta.
Ceuta, Madrid: “La quasi totalità dei migranti è tornata indietro”. Roma chiude le frontiere







