lunedì, Agosto 3, 2026

Roma guarda al futuro con timore: un sondaggio fotografa le paure dei cittadini

Una battuta del grande economista John Maynard Keynes diceva che nel lungo periodo siamo tutti morti. Eppure, per la tenuta di una comunità, è fondamentale scommettere sul futuro. Il sondaggio Changes Unipol con Ipsos, con focus sulla Capitale, descrive un diffuso pessimismo con una sola eccezione. Per il 61 per cento dei romani la qualità della vita sarà peggiore di oggi: un dato leggermente migliore del 65 per cento italiano. Si avverte la fragilità di alcuni dei fattori di stabilità del sistema socioeconomico. Il 57 per cento ritiene le pensioni a rischio, schiacciate in particolare dal peso del debito pubblico. Solo l’8 per cento immagina pensioni sufficientemente eque. Anche il ricambio generazionale non è più un fattore di continuità. Le culle vuote rappresentano un punto di domanda significativo sull’orizzonte. Per 6 romani su 10 la fragilità economica pesa sulle famiglie. Tuttavia, la soluzione per 9 su 10 passa da un lavoro stabile e ben pagato. Anche la sanità pubblica, per il 50 per cento dei romani, potrebbe non garantire servizi adeguati. Solo sulla scuola pubblica la scommessa resta positiva per il 63 per cento del campione.

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