“Giuro di dire la verità sul mio onore. Non troverete miei comportamenti illeciti. Siamo stati un modello, nei fatti, in Italia e a livello internazionale”. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, si è presentato con queste parole davanti alla Commissione Covid per l’audizione. “Questa Commissione è stata concepita come un plotone d’esecuzione nei miei confronti e, al contempo, anche come una gabbia di protezione per gli amministratori locali dei propri partiti. Si è detto che avessi paura di parlare davanti a questa commissione. Chi lo ha detto, non mi conosce”, dice Conte. “Potete scavare quanto volete: non troverete mai qualcosa di illecito per quel che mi riguarda, perché comportamenti illeciti non ci sono semplicemente mai stati che mi coinvolgono. Io ho svolto il mio compito, come la Costituzione impone, con disciplina, con onore e non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia, perché queste ombre che voi gettate finiscono per estendersi inevitabilmente anche sugli uomini e sulle donne dello Stato che si sono battuti per salvaguardare la comunità nazionale. Per non parlare poi delle famiglie, delle vittime, dei cittadini che hanno fatto enormi sacrifici per tutelare l’incolumità di tutti, a partire dai più fragili”. “Giuro sull’onore, sì, l’onore che qualcuno qui ha perso, permettetemi di dirlo, già durante la pandemia, quando anziché essere in prima fila a combattere con noi in trincea, si è rifugiato nelle polemiche sterili e nelle strumentalizzazioni più futili. L’onore che quel qualcuno non ha poi riguadagnato in occasione di questa commissione che è stata concepita, ormai è chiaro, come un plotone di esecuzione nei miei confronti e al contempo anche come una gabbia di protezione verso gli amministratori locali dei propri partiti”, afferma, rivendicando le scelte e gli atti compiuti. “Ogni Dpcm le ambasciate lo traducevano e diffondevano e si diffondeva in tutte le cancellerie. Quando io incontravo i miei colleghi, me lo dicevano espressamente alcuni. Quindi siamo stati realmente un modello nei fatti in Italia e a livello internazionale”. Nel centrodestra “vorrebbero farsi domande e darsi anche le risposte. Oggi questo non è stato possibile. Ma non dovete comunque chiedere a me se è andata bene oggi questa audizione, dovete chiederlo a Giorgia Meloni se è soddisfatta, perché lei è la regista di tutto questo”. “Lei è la regista anche di questi attacchi, di questo plotone di esecuzione che viene portato e realizzato in commissione qui Covid, e ovviamente tutto quel circuito mediatico grazie a stampa e TV amiche che gettano fango da tempo per colpirmi politicamente”. “Giuseppe Conte sostiene che la Commissione Covid sarebbe un ‘plotone di esecuzione’ orchestrato contro di lui. Solo che, a differenza sua, non mi interessa gettare fango su nessuno, né trasformare una tragedia che ha segnato milioni di italiani in un terreno di scontro personale. Questo, semmai, è stato troppo spesso il metodo del Movimento 5 Stelle: sostituire la ricerca della verità con il sospetto e l’insinuazione. Colpisce che, pur di sostenere questa tesi, si arrivi perfino a delegittimare il lavoro della Commissione e di quei giornalisti che, in questi anni, hanno cercato di ricostruire fatti, decisioni e responsabilità, liquidandoli come parte di un presunto disegno contro di lui”. Lo scrive il presidente del Consiglio Giorgia Meloni su Facebook. “Quello che dovrebbe interessare tutti, e che interessa soprattutto agli italiani, è una cosa molto più semplice: conoscere tutta la verità su ciò che è accaduto durante la pandemia, fare piena luce sulle decisioni assunte, sulla gestione dell’emergenza, sull’utilizzo delle ingenti risorse pubbliche impiegate e accertare eventuali responsabilità, ovunque esse siano”, prosegue. “Non è un processo a una persona, tutt’altro. E francamente non capisco perché l’ex Premier Giuseppe Conte non si sia unito fin dall’inizio al coro di chi chiedeva risposte alle troppe domande rimaste senza risposta e abbia invece scelto di mettersi sulla difensiva o, come nelle sue ultime dichiarazioni, di ‘buttarla in politica’. Non è un processo verso una persona, ma un dovere verso una Nazione che ha pagato un prezzo altissimo. La verità sulla pandemia non è un attacco politico. È un diritto degli italiani”.








