Roma continua a fare i conti con un’elevata produzione di rifiuti anche in piena estate. A luglio, infatti, la raccolta ha raggiunto le 18mila tonnellate a settimana, praticamente lo stesso quantitativo registrato a febbraio. A evidenziarlo sono i dati di Ama, che fotografano una situazione resa più complessa dall’aumento delle presenze turistiche e da una minore partenza dei romani per le vacanze. Nonostante gli sforzi della municipalizzata, i primi segnali di sofferenza iniziano a essere visibili in diversi quartieri della città. Oltre ai comportamenti scorretti di una parte della cittadinanza, incide anche l’ondata di caldo: per tutelare gli operatori ecologici è stato infatti sospeso temporaneamente il turno centrale di raccolta. A complicare ulteriormente il quadro sono le manutenzioni in corso al termovalorizzatore di San Vittore. La ridotta capacità dell’impianto sta provocando un accumulo di rifiuti indifferenziati nelle stazioni di trasferenza di Rocca Cencia e Ponte Malnome, rallentando il normale ciclo di smaltimento. Sul fronte della raccolta differenziata pesa invece una crisi che supera i confini nazionali. L’arrivo sul mercato europeo di plastica cinese a basso costo sta mettendo in difficoltà la filiera italiana del riciclo: molte aziende non riescono più a collocare il materiale recuperato e, nelle grandi città turistiche come Roma, la plastica raccolta resta più a lungo nei centri di stoccaggio. Ama assicura comunque che la situazione nel centro storico è sotto controllo grazie a un piano straordinario finanziato con i proventi della tassa di soggiorno. Il programma prevede lavaggi quotidiani delle strade, fino a cinque passaggi al giorno per la raccolta dei rifiuti nei B&B e servizi serali dedicati alle attività commerciali e alla ristorazione. Le operazioni sono coordinate attraverso il sistema digitale geospaziale “Ucronìa”, che monitora i flussi e ottimizza gli interventi in tempo reale.







