La vicenda riguarda uno studente iscritto alla scuola secondaria di primo grado di un istituto comprensivo di Ardea e approdato nelle aule della giustizia amministrativa dopo la decisione del consiglio di classe di non ammetterlo alla classe successiva. Al termine dell’anno scolastico 2025/2026, infatti, il consiglio di classe ha deliberato la non ammissione dello studente, una decisione che i genitori hanno ritenuto di contestare rivolgendosi al Tribunale amministrativo regionale per il Lazio. Il ricorso è stato presentato con l’obiettivo, almeno in questa prima fase, di ottenere la sospensione degli effetti della bocciatura e consentire così allo studente di proseguire regolarmente il proprio percorso scolastico nella classe successiva, in attesa della definizione della controversia. Il Tar del Lazio, però, con un’ordinanza emessa nell’agosto 2026, ha respinto la richiesta cautelare avanzata dalla famiglia. Per il momento, dunque, resta pienamente efficace la decisione adottata dalla scuola al termine dell’anno scolastico e lo studente non potrà essere ammesso alla classe successiva in conseguenza della sospensione richiesta dai genitori. Il pronunciamento dei giudici amministrativi riguarda la fase cautelare e non significa necessariamente che la vicenda giudiziaria sia definitivamente conclusa. La decisione del Tar lascia infatti aperta la possibilità che il procedimento prosegua secondo le modalità previste dalla giustizia amministrativa, mentre nell’immediato conferma gli effetti del provvedimento adottato dal consiglio di classe. La vicenda si inserisce nel delicato terreno dei contenziosi legati alle valutazioni scolastiche, dove le decisioni degli istituti possono essere contestate davanti ai giudici amministrativi quando le famiglie ritengono che non siano state correttamente applicate le regole previste per la valutazione e l’ammissione. Nel caso di Ardea, il primo passaggio davanti al Tar si è quindi concluso con il rigetto della richiesta di sospensione, lasciando per ora inalterata la situazione determinata dalla scuola al termine dell’anno scolastico 2025/2026.








