Tra il 30 e il 31 luglio 2026, circa 60.000 – 70.000 persone sono entrate improvvisamente a Ceuta, nell’exclave spagnola in Nordafrica, superando i confini terrestri e marittimi con il Marocco. Lo scontro diplomatico tra Italia e Spagna è scoppiato a causa della decisione del governo italiano di sospendere l’accordo di Schengen verso la Spagna, reintroducendo i controlli temporanei alle frontiere aeree e marittime come misura preventiva di sicurezza. Il Viminale ha inviato una comunicazione formale al governo tedesco un cui spiega che non accetterà dalla Germania il rientro dei “dublinanti”, ovvero dei migranti transitati in Italia come primo luogo di approdo. Il riferimento specifico sarebbe legato a tre casi di espulsione, che si riferiscono al periodo antecedente il 12 giugno 2026, quando è entrato in vigore il nuovo patto migranti. Per Roma, quei migranti fanno tutti parte della ‘sanatoria dei dublinanti’, in virtù di un accordo siglato con la Germania a dicembre dello scorso anno. Inoltre è stato fatto cenno al meccanismo di ‘compensazione’, che tiene conto dei migranti sbarcati in Italia con navi di ong tedesche. “Nessun passo indietro sulla sospensione di Schengen finché sarà necessario per difendere i confini italiani. La difesa dei confini è priorità assoluta e non negoziabile di fronte alla dissennata politica spagnola filo-immigrazionista, con oltre 500 mila domande di regolarizzazione. Le sanatorie della sinistra sono un pericoloso e dannoso fattore di attrazione per la nuova immigrazione illegale che circola in Europa, con il rischio di penetrazione del terrorismo islamico. Intanto la diminuzione degli sbarchi del 55% e l’incremento dei rimpatri a 5300 fino ad oggi è merito dei decreti sicurezza voluti dalla Lega e da Matteo Salvini e dai nuovi accordi con i Paesi di partenza e transito. Ora è necessario insistere su hub di rimpatrio nei paesi terzi extra Ue e su misure nazionali: riduzione dei ricongiungimenti famigliari, stop e rimpatrio dei minori stranieri non accompagnati, tipizzazione dei permessi di protezione speciale e revoca della cittadinanza per chi commettere reati gravi. La Lega su questi temi non farà sconti e chiede coraggio e coerenza alla maggioranza”. Così una nota della Lega. “Lo stop di Schengen e il conseguente scontro diplomatico con la Spagna hanno portato solo disagi ai turisti, maggiore isolamento dell’Italia e zero risultati sul piano della sicurezza. L’audizione del ministro Piantedosi in commissione Schengen, che ha ammesso come praticamente nessuno dei sospetti fermati sia riconducibile a Ceuta, conferma la natura propagandistica della scelta del governo italiano, preoccupato solo di inseguire Vannacci”. Lo dice il senatore di Italia viva-Casa Riformista Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito. “Il corto circuito sovranista si completa con il respingimento in Italia dalla Germania dei cosiddetti ‘dublinanti’. L’intenzione di Piantedosi di compensare questi arrivi con i migranti portati dalle Ong tedesche lascia più di un dubbio. Queste questioni epocali – conclude Scalfarotto – si affrontano in sede europea, non con iniziative unilaterali agostane”. “L’Italia, con le sue procedure, è uno dei grandi responsabili della presenza di irregolari nell’Ue” secondo il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale perché “i migranti entrano in un limbo, nessun corso di lingua, nessuna formazione professionale, nella maggioranza dei casi rifiuto del permesso di soggiorno per motivi umanitari e nessuna procedura concreta per il rimpatrio. Non possono restare, non possono lavorare, non vengono rimpatriati. Fantasmi in giro per l’Italia e l’Europa”. “Sanchez e Meloni dovrebbero lavorare insieme perché devono affrontare problemi simili” invece, dice, “siamo all’asilo Mariuccia”.







