Due giorni e quattro performance nel cuore di Tolfa per “Harp Guitar Travel”: la chitarra-arpa di Paolo Rasile, la danza contemporanea di Denise Agostini e i personaggi portati in scena da Maria Sofia Palmieri hanno trovato nella strada una dimensione nuova, imprevedibile e più vicina al pubblico.
di Virginia Rifilato
A Tolfa bastavano pochi metri per passare da un artista all’altro, da un musicista a una voce, da un mercatino hippy ad una piccola piazza trasformata improvvisamente in teatro. È dentro questa atmosfera che sabato 8 e domenica 9 agosto Paolo Rasile, Denise Agostini e Maria Sofia Palmieri hanno portato a Tolfarte “Quando l’arte si ferma in strada”, nuova tappa del progetto itinerante Harp Guitar Travel.
Il luogo era Piazza Colelli. Nessun sipario a dividere artisti e pubblico e, intorno, solo le pietre e le case del borgo. E’ stato un successo anche in questa edizione 2026 il Festival Internazionale dell’Arte di Strada e dell’Artigianato Artistico, giunto alla sua quindicesima edizione.
Quattro gli appuntamenti di Harp Guitar Travel distribuiti nei due giorni, alle 19:30 e alle 22:45 dell’8 agosto e alle 19:00 e alle 22:30 del 9. Lo stesso spettacolo, inevitabilmente, non poteva essere davvero lo stesso. La strada cambia continuamente: cambiano la luce, il numero delle persone, i rumori, chi arriva a performance iniziata e chi decide di fermarsi perché qualcosa, semplicemente, lo ha incuriosito.
È esattamente qui che Harp Guitar Travel mostra uno dei suoi caratteri più interessanti.
Al centro rimane la chitarra-arpa di Paolo Rasile, strumento raro e immediatamente riconoscibile anche visivamente, capace di ampliare il registro della chitarra attraverso le corde aggiuntive dell’arpa. Rasile ne ha fatto negli anni il centro di una ricerca che ha progressivamente chiamato accanto alla musica altri linguaggi: la danza (acrobatica e non), la parola, la scena.
A Tolfa il suono della harp guitar ha così dialogato con la danza contemporanea di Denise Agostini, costruita dentro uno spazio che non aveva quinte né confini prestabiliti. Il corpo entrava nella musica, ne seguiva alcuni passaggi, ne amplificava altri. La distanza con chi guardava era annullata, come accade negli spettacoli di strada quando il pubblico smette di essere una platea e diventa parte concreta dello spazio scenico.
Al contempo, arrivava la parola di Maria Sofia Palmieri, attrice e danzatrice che ha attraversato personaggi, registri e mondi teatrali differenti portando nella piazza, tra gli altri, monologhi dedicati a Pulcinella, Mademoiselle Lycantrope e Filumena Marturano. Figure diversissime tra loro, entrate per qualche minuto nella vita del borgo senza bisogno di troppi preamboli.
Ed è forse uno dei passaggi più riusciti dell’esperienza di Tolfa: vedere materiali che appartengono alla tradizione teatrale confrontarsi con uno spazio aperto, esposto, vivo. Filumena Marturano pronunciata a pochi passi dagli spettatori produce una tensione diversa da quella di una sala. Pulcinella, in mezzo a una festa dedicata all’arte di strada, sembra quasi tornare nel luogo dal quale storicamente proviene: tra la gente.
Quando l’arte si ferma in strada nasce proprio da questa contaminazione.
Il progetto Harp Guitar Travel, ideato da Rasile come percorso a tappe fra musica, danza, recitazione e arti visive, ha recentemente iniziato il proprio viaggio nei teatri, passando dal Teatro La Mandragola di Morlupo allo Spazio Culturale Nous fino al Teatro Basilica di Roma. Poi il perimetro si è aperto.
Sono arrivati gli appuntamenti a Fregene, al Backyard, e soprattutto l’esperienza nelle strade di Trevignano Romano in occasione della Notte Blu – solo una settimana prima di Tolfa, quindi l’1 agosto – dove il formato aveva già mostrato di poter sopravvivere benissimo alla perdita del palcoscenico tradizionale. Anzi, di poter guadagnare qualcosa.
Tolfa ha rappresentato un ulteriore passaggio di questa ricerca perché Tolfarte nasce esattamente intorno all’idea che una strada e una piazza possano cambiare vita per qualche ora. Un muro diventa fondale. Una piazza diventa platea. Qualcuno sta semplicemente passeggiando, sente una chitarra e si ferma.
E da qui l’evocativo titolo scelto da Rasile, “Quando l’arte si ferma in strada”, il quale, con il senno dell’esperienza vissuta, ha acquisito un significato quasi letterale: l’arte si ferma, certo, ma soprattutto fa fermare.
Per qualche minuto, il percorso della musica, della recitazione e della danza si sono incontrati in un’osmosi che ha arricchito l’un l’altra, ma soprattutto il pubblico che vi ha assistito.
Prossimamente, il 13 settembre, l’harp guitar di Paolo Rasile dialogherà nuovamente in scena con la recitazione e la danza, ma questa volta al chiuso, tra le mura del Teatro Furio Camillo di Roma.
Negli stessi giorni, vedrà la luce anche il nuovo, atteso album di Harp Guitar Travel “Alma Sacred Resonance”, registrato da Rasile durante il mese di luglio e agosto con la partecipazione di tre voci d’eccezione: Dionisia Culdab, Diletta Longhi e Marina Muser.








