“Ho aspettato prima di scrivere. Volutamente. Ho preferito osservare, ascoltare e farmi un’idea complessiva, invece di affidarmi alla polemica del momento”. Parte da questa premessa la riflessione di un ex assessore di Anzio, che dopo aver osservato la città durante l’estate ha deciso di intervenire sulla programmazione turistica e culturale, mettendo a confronto la situazione attuale con quella degli anni in cui ricopriva un ruolo nell’amministrazione comunale. Nel mirino finiscono in particolare eventi, cultura, turismo, decoro urbano, servizi, accoglienza e vivibilità. “Per anni ho avuto l’onore e la responsabilità di amministrare questa città come assessore, occupandomi, oltre che della scuola, di cultura”, ricorda, sottolineando come proprio sul fronte culturale il confronto con il passato sia, a suo giudizio, inevitabile. L’ex amministratore richiama gli anni di Anzio Summer Time, con appuntamenti che vedevano protagonisti artisti come Luca Barbarossa, Carlo Verdone, gli Stadio, Enrico Brignano e Maurizio Battista, oltre a rassegne teatrali, cinema all’aperto e iniziative come “Occidente”. Eventi che, secondo il suo racconto, riuscivano a portare pubblico in luoghi simbolo della città come il Vallo Volsco, Villa Adele, il Campo da Baseball e la villa Imperiale. “Ricordo un cartellone estivo praticamente pieno, costruito pensando ai bambini, ai ragazzi, alle famiglie, agli adulti. A ogni età e a ogni gusto”, sottolinea, ricordando soprattutto una città capace di vivere gli eventi e trasformarli in un’occasione di socialità e di promozione turistica. “Un turismo che non si limitava a venire ad Anzio per il mare, ma che viveva Anzio”, aggiunge, definendo quella città come la “Perla del Tirreno”. Nel suo intervento non mancano però i complimenti alle realtà associative che ancora oggi contribuiscono ad animare il territorio, in particolare la Pro Loco e la Corale, alle quali riconosce il merito di mantenere viva una parte della tradizione cittadina. Proprio questo, secondo l’ex assessore, dovrebbe però rappresentare un elemento di riflessione per l’amministrazione: “Alcune delle poche iniziative che oggi riescono ancora ad animare la città arrivano proprio da realtà associative che, con grande impegno, stanno garantendo una continuità che dovrebbe essere soprattutto il frutto di una programmazione amministrativa”. La critica si concentra anche sul modo in cui viene raccontata l’attuale stagione degli eventi. “C’è chi oggi scrive articoli per celebrare il ‘nulla’, trasformandolo in una straordinaria stagione di eventi, ma che ieri criticava proprio quelle manifestazioni che oggi sono diventate, di fatto, tra i pochi appuntamenti capaci di dare vita all’estate di Anzio”, sostiene. Tra gli esempi cita Anzio’s Got Talent, manifestazione che, secondo il suo ricordo, riusciva a coinvolgere centinaia di ragazzi, scuole di danza, famiglie e associazioni, creando occasioni di partecipazione e animando le piazze. Da qui nasce anche una domanda rivolta alle realtà artistiche del territorio: “Oltre a coinvolgerle per il Carnevale — anche questo, per fortuna, in continuità con il passato — qualcuno ha pensato a loro durante l’estate?”. L’ex amministratore contesta in particolare la necessità per alcune scuole di danza e associazioni di spostare saggi e rappresentazioni di fine anno in altri Comuni e a pagamento, nonostante Anzio disponga di spazi che potrebbero ospitare questi appuntamenti. Il riferimento è al Vallo Volsco, alle piazze e a Villa Adele, luoghi che, secondo il suo racconto, in passato durante i mesi di luglio e agosto riuscivano a registrare il tutto esaurito con eventi rivolti a famiglie, cittadini e turisti. “Persone che uscivano da quelle serate, passeggiavano, cenavano, vivevano la città”, conclude, ribadendo il concetto centrale della sua riflessione: “E questo significa fare turismo attraverso la cultura”.







