Sale a 36 il numero complessivo dei casi di West Nile virus registrati nel Lazio, mentre nella Tuscia emerge un secondo contagio, entrambi caratterizzati da una forma febbrile della malattia. È quanto riportato nell’ultimo bollettino dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e della Regione Lazio, aggiornato al 12 agosto, che fotografa una situazione ancora sotto stretta osservazione sul territorio regionale. Il primo caso nella Tuscia era stato segnalato il 29 luglio e, a distanza di pochi giorni, il quadro epidemiologico si è arricchito di una seconda positività. In entrambi i casi, secondo quanto riportato nel bollettino, l’infezione si è manifestata attraverso la forma febbrile, senza quindi interessamento neuroinvasivo. Complessivamente, nel Lazio, dei 36 casi accertati, 18 hanno sviluppato la forma neuroinvasiva, quella associata alle manifestazioni cliniche più severe dell’infezione, mentre altri 16 pazienti hanno presentato una sintomatologia caratterizzata dalla febbre. A questi si aggiungono due casi individuati tra donatori. A livello territoriale è la provincia di Latina a registrare il numero più elevato di contagi, con 17 casi complessivi, confermandosi l’area maggiormente interessata dalla circolazione del virus nel Lazio. Seguono la provincia di Roma, con 16 casi, mentre un ulteriore contagio è stato rilevato in provincia di Frosinone. Il nuovo dato relativo alla Tuscia porta quindi l’attenzione anche su un’altra area del Lazio, mentre prosegue il monitoraggio sanitario per individuare tempestivamente eventuali nuovi casi. Il West Nile virus viene trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette e, nella maggior parte dei casi, può non provocare sintomi o manifestarsi con disturbi lievi e febbre. In una parte dei soggetti infetti, tuttavia, l’infezione può evolvere nella forma neuroinvasiva, con conseguenze più serie. L’aggiornamento del bollettino regionale conferma quindi la necessità di mantenere alta l’attenzione soprattutto nelle zone dove è stata rilevata una maggiore circolazione del virus, con particolare riferimento alla provincia di Latina, che con 17 casi rappresenta attualmente il principale focolaio regionale per numero di infezioni segnalate.







