Ad Ardea, così come in altri tratti del litorale laziale interessati dal fenomeno, le analisi hanno permesso di individuare con maggiore precisione l’origine delle anomale colorazioni osservate in mare nelle ultime settimane. Nel cosiddetto “mix di alghe” è stata infatti rilevata una componente predominante di Fibrocapsa japonica, che rappresenta oltre il 50% degli esemplari individuati nei campioni analizzati. Si tratta di una microalga che, in presenza di determinate condizioni ambientali, può sviluppare vere e proprie fioriture, modificando in maniera evidente l’aspetto dell’acqua. Secondo quanto spiegato dall’ARPA Lazio, la proliferazione di queste alghe viene favorita dalla concomitanza di temperature elevate, forte irraggiamento solare, condizioni meteomarine stabili e una sufficiente disponibilità di nutrienti. Sono condizioni che durante la stagione estiva possono verificarsi con maggiore frequenza e favorire così una rapida crescita della microalga. La presenza della Fibrocapsa japonica può inoltre determinare variazioni cromatiche particolarmente evidenti: durante le fioriture estive l’acqua può assumere tonalità che vanno dal marrone-giallastro fino al rosso ruggine. È proprio questa caratteristica a contribuire all’aspetto insolito osservato in diversi punti della costa, compreso il litorale di Ardea, dove le segnalazioni di acqua con colorazioni anomale avevano suscitato l’attenzione di residenti e bagnanti. Le analisi condotte dall’Agenzia hanno quindi consentito di ricondurre il fenomeno a un’origine naturale legata alla proliferazione algale, fornendo elementi utili per comprendere le trasformazioni temporanee osservate lungo la costa laziale.








