I cantieri per la realizzazione delle tre stazioni si sono trasformati in monumentali scavi archeologici. A Porta Metronia è emersa un’intera caserma romana, a San Giovanni un’azienda agricola, al Colosseo-Fori Imperiali numerosi pozzi e oggetti votivi. Negli allestimenti museali, osservando i reperti, riscopriamo le usanze, le opere ingegneristiche, la morfologia di un territorio: l’affascinante racconto dell’urbanizzazione di Roma. La ricchezza di testimonianze e stratificazioni del sottosuolo della città eterna riemerge e viene restituito alla città vivente. Ciò che era considerato un problema per la realizzazione delle metropolitane – la presenza di una città archeologica nel sottosuolo – diventa un valore aggiunto nelle suggestive fermate museo. Un traguardo raggiunto grazie all’impiego di una innovativa metodologia di scavo – il top down – che ha consentito la messa in sicurezza dei ritrovamenti. Le 3 fermate museali – che diventeranno 6 al completamento della linea – sono l’occasione per un tour underground in cui si ripercorrono le ere: dall’età contemporanea dei livelli stradali alla preistoria delle banchine. Nell’atrio della stazione San Giovanni – snodo di collegamento con la Linea A – i numerosi pannelli illustrano la stratigrafia del terreno. Ad ogni livello di profondità corrisponde un periodo storico e un colore. Scendendo verso i treni si scoprono avvenimenti storici o trasformazioni del territorio, Roma come era quando il livello stradale cittadino arrivava fin lì. Nelle teche del piano sono esposti reperti archeobotanici – semi e piccoli molluschi – attrezzi, vasi, anfore, canalizzazioni in coccio e pietra. La storia prende vita attraverso il racconto dei reperti: possiamo immaginare il suono dell’acqua che scorre, il ritmo del lavoro nei campi, il gusto delle pesche succose.








