domenica, Settembre 20, 2026

Truffa su WhatsApp, l’amico “in emergenza” chiede soldi: così i criminali svuotano i conti

Un messaggio che arriva dal numero di un familiare o di un amico, una richiesta urgente di denaro e la convinzione di stare aiutando una persona conosciuta. Bastano pochi minuti per cadere nella nuova ondata di truffe su WhatsApp, un raggiro che sfrutta account rubati o compromessi per conquistare la fiducia delle vittime e indirizzare denaro verso conti e strumenti di pagamento gestiti dai criminali. Il meccanismo parte spesso da un attacco informatico che consente ai truffatori di prendere il controllo dell’account. In alcuni casi vengono sfruttate vulnerabilità presenti in versioni non aggiornate del sistema operativo o dell’applicazione, anche attraverso tecniche definite “zero-click”, che possono consentire l’intrusione senza che l’utente debba necessariamente cliccare su un link o compiere un’azione specifica. Una volta ottenuto l’accesso al profilo, i malviventi possono utilizzare la rubrica della vittima per inviare messaggi apparentemente autentici a parenti, amici e conoscenti. Il contenuto è quasi sempre costruito intorno a una situazione di emergenza: un problema improvviso, la necessità di pagare una spesa urgente o l’impossibilità di utilizzare il proprio conto. L’obiettivo è creare pressione e impedire alla persona contattata di avere il tempo necessario per verificare la richiesta. A quel punto può arrivare la richiesta di effettuare un bonifico, una ricarica telefonica o un pagamento attraverso altri strumenti immediati. In alcuni casi, insieme alla richiesta di denaro, vengono inviati anche link a siti fraudolenti, realizzati per raccogliere dati personali, credenziali di accesso e codici di verifica. Informazioni che possono essere utilizzate per tentare di compromettere altri dispositivi e allargare ulteriormente la truffa. Per difendersi il primo accorgimento è anche il più semplice: non inviare mai denaro sulla base di un messaggio ricevuto in chat senza aver verificato la richiesta. Se a scrivere sembra essere un familiare o un amico, è consigliabile contattarlo attraverso un altro numero, effettuare una telefonata o parlare direttamente con lui, così da accertarsi che dietro la richiesta ci sia realmente la persona conosciuta. Massima attenzione anche ai link inattesi e ai messaggi che chiedono codici, PIN, password o credenziali: questi dati non devono essere comunicati a nessuno. È inoltre fondamentale mantenere aggiornati sistema operativo e WhatsApp, attivare la verifica in due passaggi, prestare attenzione agli allegati e, dove possibile, limitare il loro download automatico. Un ulteriore controllo può essere effettuato direttamente dall’applicazione, verificando periodicamente la sezione “Dispositivi collegati” e disconnettendo eventuali sessioni che non risultino riconosciute. La regola fondamentale resta quindi quella di non lasciarsi condizionare dall’urgenza: proprio la richiesta improvvisa di denaro da parte di una persona conosciuta, soprattutto quando accompagnata da una spiegazione concitata e dalla richiesta di non perdere tempo, dovrebbe rappresentare un campanello d’allarme. In caso di dubbio, fermarsi, verificare l’identità del mittente e non effettuare alcun pagamento può essere sufficiente per interrompere la catena del raggiro.

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