lunedì, Settembre 21, 2026

Arrestato il nipote di Diabolik: aveva oltre 1.400 dosi di hashish

Detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. È questa l’accusa contestata a Diego Piscitelli, nipote di Fabrizio Piscitelli, conosciuto con il soprannome di Diabolik ed ex capo ultras della Lazio, ucciso il 7 agosto 2019 con un colpo di pistola al Parco degli Acquedotti. Il giovane è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca dopo essere stato sorpreso con un ingente quantitativo di hashish, per un totale di quasi 1.400 dosi. La droga, secondo quanto ricostruito, era nascosta all’interno di un borsello. L’intervento dei militari è scattato in una struttura di una onlus, dove il giovane è stato trovato in possesso della sostanza. Un controllo che ha portato alla scoperta dello stupefacente già suddiviso in numerose dosi, circostanza che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe compatibile con una destinazione allo spaccio. Piscitelli è stato quindi arrestato e accompagnato davanti all’autorità giudiziaria. I giudici di piazzale Clodio hanno convalidato l’arresto; per il giovane, che dovrà ora affrontare il procedimento per l’accusa contestata, il processo per spaccio si terrà nei prossimi mesi. La vicenda giudiziaria è ancora nella sua fase iniziale e saranno gli ulteriori accertamenti e il processo a stabilire le eventuali responsabilità dell’indagato. Il nome di Diego Piscitelli richiama inevitabilmente quello dello zio Fabrizio, una delle figure più note e controverse della tifoseria organizzata romana, per anni alla guida degli Irriducibili della Lazio. Diabolik venne assassinato nell’estate del 2019 al Parco degli Acquedotti: era seduto su una panchina quando fu raggiunto da un uomo che, secondo la ricostruzione investigativa, si avvicinò indossando abiti da runner e gli sparò alla testa. Un omicidio maturato nel contesto della criminalità romana e rimasto per anni al centro delle indagini della Direzione distrettuale antimafia. Ora il cognome Piscitelli torna nelle cronache giudiziarie della Capitale per una vicenda completamente distinta, legata questa volta a un arresto per droga. A far scattare l’intervento dei carabinieri è stata la presenza di una quantità considerevole di hashish, quasi 1.400 dosi, rinvenuta nel corso del controllo. La sostanza, secondo gli investigatori, non sarebbe stata destinata al consumo personale: è proprio la presunta finalità di spaccio ad avere portato alla contestazione dell’ipotesi di reato e all’arresto. Dopo la convalida da parte dei giudici, la vicenda passerà ora alla fase processuale, nella quale dovranno essere esaminati tutti gli elementi raccolti dagli investigatori e stabilita la posizione dell’imputato.

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