Il governo, secondo quanto si apprende, ha chiesto ai sindacati di riaggiornare il tavolo a Palazzo Chigi dopo che la Corte di Cassazione ha fissato per il 20 ottobre l’udienza per discutere il ricorso straordinario contro il decreto della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la chiusura dell’area a caldo. Il decreto legge annunciato dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano, con le misure emergenziali a tutela dei lavoratori non andrà in Cdm questo pomeriggio, ma sarà discusso quando il quadro generale sarà più chiaro. È previsto per venerdì 18 settembre un tavolo tecnico al ministero del Lavoro per entrare nel merito degli strumenti che il governo può mettere in campo a tutela dei lavoratori. È quanto si apprende da fonti sindacali al termine dell’incontro a Palazzo Chigi. Sul tavolo c’è il ricordo alla Cassa integrazione in deroga con l’ammortizzatore unico emergenziale, ma i sindacati chiedono anche il riconoscimento del lavoro usurante, una misura specifica sull’amianto e l’incentivazione all’esodo. Nell’incontro di oggi il governo ha presentato il pacchetto di misure per affrontare il problema ex Ilva dopo che la Corte d’Appello di Milano l’11 settembre ha confermato la fermata dell’area a caldo, che avverrà entro fine ottobre, ed ha rigettato le richieste di sospensiva avanzate da Ilva e da Acciaierie d’Italia. Nuova cassa integrazione per i dipendenti diretti di Acciaierie, cassa in deroga per quelli dell’indotto e delle imprese appaltatrici al fine di fermare i licenziamenti collettivi che alcune associazioni di imprese – Aigi per 2.500 persone – hanno già comunicato ma non ancora attivato, misure di accompagnamento all’esodo dei lavoratori e misure per i nuovi investimenti nell’area di Taranto, rientrerebbero nel pacchetto che ha visto il concerto, con la regia di Palazzo Chigi, di vari ministeri: Lavoro, Imprese, Coesione, Economia e Ambiente. Per la cassa ai dipendenti diretti di Acciaierie, si ipotizza la copertura, nell’intero gruppo, per altri 5.000. Oggi la cassa straordinaria in AdI è autorizzata per 4.500 unità bel gruppo di cui 3.800 a Taranto. Sono numeri massimi consentiti, ma l’utilizzazione reale della cassa è ancora sotto questi numeri. A Taranto, per esempio, sarebbero 3.000 circa. E resta in corso e va avanti la gara per la cessione degli asset dell’ex Ilva a un nuovo investitore. Impegno per un futuro green dell’acciaio, con forni elettrici alimentati a Dri, prosecuzione della gara per la vendita degli impianti, tutela dei lavoratori, sia delle acciaierie sia dell’indotto attraverso un modello di cassa integrazione che non corrisponda alla Cig per cessazione delle attività e l’avvio dei progetti di reindustrializzazione dell’area di Taranto. Sono questi i punti della strategia del governo per l’ex Ilva che, secondo quanto si apprende, sono stati illustrati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ai sindacati durante la riunione a Palazzo Chigi. L’impegno del governo per modello di cig diverso da quella per cessazione
Mantovano ha inoltre annunciato che il governo intende portare oggi in Cdm un decreto con misure a sostegno dei lavoratori. “Dopo la conferma del decreto della Corte d’Appello di Milano che dispone la chiusura dell’area cosiddetta a caldo degli impianti di Taranto – ha spiegato Mantovano ai sindacati, secondo quanto si apprende – il governo sta predisponendo un provvedimento per le opportune tutele sociali, in un Dl che andrà al Consiglio dei ministri di oggi, attraverso un nuovo modello di cassa integrazione che non corrisponda alla Cig per cessazione dell’attività. In sostanza, si utilizza l’ammortizzatore unico emergenziale e non quello per cessazione dell’impresa”.
“Si tratta – ha aggiunto Mantovano – di un provvedimento-ponte rispetto alla conclusione della gara, che abbia una sua flessibilità in relazione all’andamento della gara. Da questo intervento normativo d’urgenza del governo non saranno lasciati fuori i lavoratori dell’indotto, in parallelo con l’avvio immediato di un processo di reindustrializzazione che coinvolga tutti i soggetti che hanno progetti e investimenti nell’area di Taranto, compresa la difesa. A tal fine, sarà rafforzato il ruolo dei Contratti istituzionali di sviluppo (Cis) e saranno previsti incentivi per le assunzioni”. “L’intenzione del governo è quella di consentire la prosecuzione della produzione di acciaio a Taranto, proseguendo la gara per la vendita sulla base dell’offerta presentata e di quella che sarà presentata, che vanno valutate. Questo tenendo presente un futuro dell’acciaio che deve essere necessariamente green, quindi attraverso forni elettrici alimentati a Dri, per il quale (rpt: per il quale) sono già presenti delle risorse che il governo intende utilizzare e, se necessario, integrare”. È quanto avrebbe detto, secondo quanto si apprende, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano durante l’incontro a Palazzo Chigi con i sindacati riguardo l’ex Ilva.
Ex Ilva, incontro con sindacati, Mantovano: “Vogliamo proseguire la produzione di acciaio”






