LATINA, IL CONSIGLIO CHIEDE DI POTER RICONOSCERE I MATRIMONI GAY

A richiedere la possibilità di applicare tale normativa è il Consiglio comunale stesso, che rivoltosi al parlamento intende poter legiferare sui diritti civili delle coppie omosessuali, riaprendo la vicenda della trascrizione di matrimoni gay avvenuti all’estero; un atto amministrativo, si dice, che dovrebbe favorire le coppie dello stesso sesso da un punto di burocratico. Non un passaggio definitivo nel difficile percorso che potrebbe condurre al riconoscimento di uguali diritti tra coppie unisex e coppie etero, nemmeno un dibattito etico e filosofico sulla questione, ma si tratta una tappa tesa ad indirizzare atti amministrativi che possano agevolare la vita di famiglie ancora oggi alle prese con problemi di carattere eminentemente pratico e burocratico. Latina si scopre così più «moderna» del previsto.
La coppia pontina Antonio Garullo e Mario Ottocento, che hanno celebrato nozze in Olanda nel 2003, erano presenti alla discussione in consiglio comunale: “è stato un dibattito ampio e serio quello cui abbiamo assistito”, hanno detto, “forse un assaggio di quello che potrebbe essere un futuro dibattito parlamentare”. I due tra le altre cose aspettando che si discuta il loro ricorso anche alla corte europea di Strasburgo. La decisione della giunta di Latina solleva non pochi interrogativi. Uno strappo, rispetto alla difesa del matrimonio tradizionale, tanto più che la Corte Costituzionale nel 2010 ha chiarito che il matrimonio come lo intende il nostro codice civile si celebra tra un uomo e una donna.