ANZIO, 7 MISURE CAUTELARI PER SPACCIO ED ESTORSIONE

I provvedimenti restrittivi cautelari (nella fattispecie: 6 in carcere e 1 provvedimento di arresti Domiciliari) scaturiscono da un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri ed avviata dai militari dell’Aliquota Operativa di Anzio sulla base di elementi assunti durante un’altra attività investigativa condotta dallo stesso Reparto, denominata “ORO COLATO”, che aveva portato nel marzo 2013 all’arresto di 9 cittadini, fra Albanesi e Rumeni, ritenuti responsabili di associazione finalizzata ai furti in abitazione e alla ricettazione. L’attività di indagine, proseguita per circa 7 mesi, ha permesso alle autorità di acquisire numerosi elementi di responsabilità in ordine ai reati contestati nei confronti degli indagati: si va dallo spaccio di sostanze stupefacenti all’estorsione, e fanno riferimento anche a furti di autovetture ed una rapina a mano armata. In particolare sono stati effettuati vari sequestri di sostanze stupefacenti che hanno consentito di arrestare complessivamente 8 persone in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio e di recuperare in tutto circa 100 gr. di cocaina, 2 kg. di hashish e 500 gr. di marijuana. Nel corso delle attività sono stati acquisiti numerosi elementi di riscontro anche in relazione a tre furti di autovetture ed una rapina aggravata per i quali i militari di Anzio, su provvedimento cautelare emesso dalla medesima Autorità Giudiziaria, hanno già tratto in arresto lo scorso mese di marzo tre pregiudicati di età ricompresa tra i 27 ed i 41 anni, tutti di origine calabrese ed uno dei quali destinatario anche dell’odierno provvedimento. Nello specifico le indagini condotte dai militari hanno permesso di accertare che i tre uomini, fra la fine di novembre e l’inizio di dicembre dello scorso anno, avevano rubato ben tre autovetture sul litorale ricompreso fra Pomezia e Nettuno con l’intento di utilizzarle per mettere a segno delle rapine. Una delle auto rubate, per l’esattezza una fiat Punto asportata a Pomezia, era stata infatti impiegata proprio per consumare una rapina in danno del gestore di un distributore di carburanti di Anzio al quale, dopo averlo aggredito e bloccato sotto casa con forza, avevano asportato sotto la minaccia di una pistola l’incasso della giornata, pari a poco meno di 7.000 euro. Per evitare che la vittima potesse chiamare i soccorsi gli aggressori avevano portato via anche il cellulare del ragazzo e si erano allontanati a bordo della sua autovettura, rinvenuta poco dopo non molto distante.

A tali conclusioni investigative si perveniva in virtù di meticolosa, paziente e scrupolosa attività investigativa che ha permesso ai militari di scoprire l’esistenza di una proficua e redditizia attività illecita condotta dagli indagati, alcuni dei quali legati tra loro da vincoli di tipo familiare, che hanno mostrato in diversi casi anche una certa autorevolezza nei confronti dei numerosi acquirenti. A due degli indagati, infatti, viene contestato anche il reato di estorsione per essersi impossessati, sotto minaccia, dell’autovettura di uno degli acquirenti per il mancato pagamento del debito contratto per l’acquisto dello stupefacente; solo ad avvenuto saldo i due pusher hanno riconsegnato il mezzo ai due ragazzi.