CERVETERI, SI’ ALLA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA MISERIA

Probabilmente pochi, e fino a poco tempo fa, lo ignoravo anche io. L’invito del Sindaco di Cerveteri a partecipare ad un evento celebrativo di questa Giornata mi ha dato l’occasione di vedere, di approfondire, ed ora di riferire informazioni ed emozioni agli altri. Il 17 Ottobre di ogni anno, sin dal 1992, si celebra in tutto il mondo la “Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Miseria”. Quest’anno il Consiglio d’Europa l’ha celebrata organizzando a Torino un convegno sulla Carta Sociale Europea. Si sono svolte iniziative anche a Roma: in piazza Montecitorio, davanti il Parlamento, le Associazioni che aderiscono alla campagna “Miseria Ladra” hanno realizzato un’intera giornata di musica, gazebo, striscioni ed interventi (tra cui quello dell’attore Luigi Lo Cascio, che interpreta Peppino Impastato nel film “I cento passi”). Questa grande rete è coordinata dall’associazione “Libera” che da alcuni anni abbina all’impegno per il contrasto alle mafie e per la difesa della legalità anche il tema della povertà. Lo fa con proposte a livello locale, nazionale ed europeo, grazie alla forza della rete delle Associazioni, che operano ciascuna con le proprie specificità e finalità. Ciò avviene nella consapevolezza che, prendendo i dati ufficiali, solamente in Italia vivono 10 milioni di persone in povertà relativa e ben 6 milioni di persone in povertà assoluta. L’associazione Libera, che ha costituito un presidio anche nel nostro territorio, si impegna per: aumentare le risorse destinate al settore sociale (scelta faticosa ma tenacemente sostenuta anche dall’Amministrazione comunale); sospendere l’esecutività degli sfratti per morosità incolpevole; rendere esigibile il diritto a una residenza per i senza fissa dimora; favorire tutte le forme di economia civile e sociale. A livello nazionale, cito solamente due obiettivi: introdurre la misura del reddito minimo per una vita dignitosa; una diversa allocazione delle risorse, con maggiore attenzione al ripristino dell’assetto idrogeologico del territorio. A livello europeo, uno degli obiettivi è la definizione vincolante dei Livelli Essenziali di Assistenza europei. Nel corso della Giornata, a Roma, si è tenuta anche una seconda iniziativa presso il sagrato della basilica di San Giovanni. Un momento per me estremamente emozionante che desidero condividere con voi. Innanzitutto perché ho scoperto l’esistenza di una grande scritta in terra composta di lastre di travertino quale monumento alla memoria delle vittime della miseria. Eh già, tra i tanti monumenti che ricordano grandi re, condottieri e uomini illustri di ogni epoca, non avevo mai visto un monumento dedicato a chi è morto in miseria. Riporto qui il testo quasi integrale del monumento, precisando che si tratta di una riproduzione dell’originale inaugurato al Trocadero di Parigi il 17 ottobre 1987 da padre Josef Wresinski, fondatore del movimento internazionale ADT Quarto Mondo: I difensori dei diritti dell’uomo e dei cittadini di tutti i paesi si sono riuniti su questo sagrato. Hanno reso omaggio alle vittime della fame, dell’ignoranza e della violenza. Hanno affermato di essere convinti che la miseria non e’ fatale. Hanno proclamato la loro solidarietà con coloro che in tutto il mondo lottano per distruggerla. Un mazzo di garofani e la lettura a voce alta del testo da parte dei pochi presenti sembrava sufficiente per chiudere la giornata. Quando, proprio in quel momento, ha chiesto di parlare un “impoverito”, Teresio, che si è presentato come un cinquantenne con più di 30 anni di contributi alle spalle e da 6 anni sulla strada, dopo aver perso il lavoro, finito i risparmi e venduto tutto (tranne la fede nuziale, che ha mostrato con orgoglio). Teresio si è proclamato un indifferente e un ignorante pentito, passato dall’indifferenza verso la povertà, a viverla sulla propria pelle. Ci ha detto di essere contento del cambiamento di prospettiva avvenuto in lui, ma rimarcando anche le infinite difficoltà e limitazioni che vive chi non ha una dimora fissa. Come i lunghissimi tempi trascorsi a far le file: per la mensa, per la doccia e per fare domanda di accesso a questi servizi. Quasi ogni giorno. Poi, in un impeto di emozione, Teresio ha ricordato come facendo a piedi anni fa il percorso da Cuneo a Roma, incontrando sia indifferenza che solidarietà, un automobilista che gli aveva dato un passaggio al momento dei saluti in città gli aveva allungato un biglietto da 20 euro. Poco dopo gli si avvicinò un africano, chiedendo il suo aiuto: “Proprio a me che sono così malridotto chiede aiuto? Però qualcosa ce l’ho” e così entrò in un bar, si fece cambiare il biglietto da 20 in due banconote da 10 euro e disse all’africano: “tu comprati da mangiare per te, e io per me”. Viaggiando insieme sul tram, Teresio mi ha presentato la propria moglie greca, conosciuta facendo una delle tante interminabili file, e con cui vive facendo lavoretti e appoggiandosi qua e là. Ho voluto condividere pubblicamente questo episodio di vita vissuta perché sono convinto che si debba sempre abbinare analisi, proposte e lotta. L’obiettivo è migliorare le norme istituzionali e le strutture economiche. Contemporaneamente, bisogna affiancare le persone in difficoltà, e da queste imparare come non cadere nell’indifferenza “borghese”, come si diceva una volta, o nell’astratta e ideologica, e perciò sterile, denuncia. L’uno e l’altro aspetto devono coesistere, per non cadere nel buonismo, che non modifica la realtà, o nella denuncia, che non guarda in faccia le persone in carne ossa …e povertà.

Il Delegato alla Solidarietà, Riccardo Bartolucci