FRASCATI, SECONDO INCONTRO DEDICATO A ITALO ALIGHIERO CHIUSANO

All’incontro prenderanno parte due prestigiose firme de “la Repubblica”: Marco Ansaldo e Giuseppe Appella, che approfondiranno attraverso un serrato dialogo l’opera critica e la saggistica di Italo Alighiero Chiusano. L’evento è promosso e organizzato dall’Associazione Italo A. Chiusano in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Frascati. Saranno presenti all’incontro il Sindaco di Frascati Alessandro Spalletta, la Consigliera delegata alla Cultura e al Turismo Francesca Neroni, la moglie Leyla e i figli Agata e Mattia Chiusano. Sarà presente anche Salvatore Aricò, storico direttore del Teatro Valle, per un approfondimento su “Chiusano e il Teatro”. «Quello in programma per venerdì sarà il secondo incontro dedicato a Italo Alighiero Chiusano che vedrà la presenza di importanti giornalisti, studiosi e intellettuali a Frascati – dichiara la Consigliera delegata alla Cultura Francesca Neroni -. E il bello è che non finisce qui, perché per le celebrazioni del Ventennale della scomparsa l’Associazione Italo Alighiero Chiusano ha in programma una serie di altri importanti appuntamenti. Si tratta di un’iniziativa davvero bella che permette di riscoprire e di avvicinarsi ad un importante personaggio della cultura italiana, analizzandone l’opera e la personalità multiforme. A nome dell’Amministrazione Comunale di Frascati desidero quindi ringraziare la famiglia Chiusano e tutti i membri dell’Associazione per aver mirabilmente organizzato questi appuntamenti». Italo Alighiero Chiusano (10 giugno 1926 – 15 febbraio 1995) è stato un illustre e apprezzato germanista, scrittore e uomo di grande cultura, in contatto con alcuni tra i pensatori e intellettuali più influenti del Novecento. Raffinato traduttore tra gli altri di Thomas Mann, Franz Kafka, Heinrich Böll, Thomas Bernhard e dallo spagnolo Santa Teresa D’Avila. Fece conoscere in Italia la letteratura e la drammaturgia tedesca tra cui l’opera di Ödön von Horváth. Le sue opere sono state tradotte in francese, portoghese e tedesco. Malgrado la sua levatura intellettuale internazionale, Italo A. Chiusano era una persona semplice e schiva, che amava profondamente Frascati e la descrisse in alcune delicate e bellissime liriche, per la tranquillità che infondeva nel suo animo, ricca di bellezza e di fascino letterario, essendo stata tra il Settecento e l’Ottocento una delle tappe del Grand Tour – il viaggio di formazione della nobiltà e dei ceti benestanti europei – e dove tra gli altri aveva soggiornato anche Goethe, di cui Chiusano scrisse una fondamentale biografia e tradusse e adattò una pièce per il Piccolo Teatro di Milano, diretto da Giorgio Strehler. La sua duttilità creativa fu premiata da importanti riconoscimenti quali: per la germanistica il Premio Inter Nationes 1979, per la narrativa il Premio Selezione Campiello e per la drammaturgia il Premio Ugo Betti. Tra le sue numerose collaborazioni ricordiamo quelle con la Rai Tv, La Repubblica, L’Osservatore Romano, la Radio Svizzera Tedesca, il Piccolo Teatro di Milano, Famiglia Cristiana. Scelse come patria elettiva Frascati, dopo aver passato l’infanzia e la giovinezza in giro per Europa, Sud America e Africa a seguito del padre, diplomatico di carriera. Inoltre la cittadina tuscolana era al centro di una piccola colonia di intellettuali e scrittori, di cui molti di area tedesca, di caratura mondiale come Michael Ende, autore de “La Storia Infinita” e Luise Rinser, autrice di “Ich bin Tobias” e “L’asino nero”. Frascati per Chiusano fu la città ideale. Perfetta perché concentrava tante cose in una: possedeva la tranquilla lontananza dai salotti letterari, le vestigia del passato antico e i fasti di quello tardo rinascimentale e barocco. Inoltre aveva la salubrità dell’aria e della qualità della vita, di fondamentale importanza per lui che si era ammalato di cuore durante gli anni della guerra. Nella sua casa di Frascati vennero a trovarlo i suoi più cari amici e colleghi tra i quali il premio Nobel Heinrich Böll.