ANZIO, RAPPORTO DELL’ASSOCIAZIONE ANZIODIVA SUL SERVIZIO DI RACCOLTA RIFIUTI

• percezione di risiedere in una località ad alto livello di degrado
• crescente compromissione sanitaria dei luoghi
• effetto diseducativo sulla gran parte della popolazione che rischia di abbandonare le buone pratiche di smaltimento dei rifiuti a causa dell’assenza di credibili interventi di contrasto
Questi elementi stanno di fatto già determinando ripercussioni sulla vivibilità del territorio e una crescente disaffezione per il bene pubblico; inoltre è seriamente minacciata la vita economica della città sia sul versante dell’attrazione turistica che su quello del valore delle proprietà immobiliari e degli esercizi commerciali.
Né valgono ad attenuare le responsabilità le controverse vicende legate alla stipula del contratto di appalto per il “Servizio di Raccolta e Conferimento dei Rifiuti” dal momento che le manchevolezze emerse non sono ascrivibili a carenze operative delle ditte ma, come ormai evidente, a deficienze nella organizzazione del servizio così come l’Amministrazione ha ritenuto di impostarlo. Deficienze aggravate dall’ostinato e pervicace atteggiamento di chiusura che la stessa Amministrazione ha tenuto verso le pur numerose sollecitazioni ad intervenire sorte da ogni parte sia del territorio che della politica che dei media.
In un ultimo volenteroso sforzo di tentare di raddrizzare la situazione Anziodiva risottopone, e stavolta portandone a conoscenza anche le competenti autorità superiori, un piano di correzione del Servizio Rifiuti mirante ad abbattere il fenomeno della loro dispersione incontrollata senza incidere in maniera significativa sul costo dello stesso. Ma è’ tale l’emergenza che se ne raccomanda l’adozione immediata, anche fosse per un periodo limtato alla imminente stagione balneare, riservandosi poi di mantenerlo in vigore se tale test dovesse risultare positivo.
Il piano si articola in 4 aree di intervento e va considerato una INTEGRAZIONE, non una modifica del sistema in atto ed è tale da non confliggere in alcun modo con i vincoli contrattuali dell’appalto in corso.
In prefazione alla Proposta e al fine di inquadrare e comprenderne meglio la valenza si riporta qui una sintetica descrizione del contesto.
Il quadro cittadino
Il comune di Anzio occupa la fascia litoranea lunga 15 km e profonda 5 posta al llmite sud della provincia di Roma. Il comune è diviso in una decina di nuclei abitati che, a causa della posizione non baricentrica del centro città rispetto al territorio, sono di fatto lontani “quartieri” di periferia pur se densamente sviluppati ed abitati.
La posizione costiera e la vicinanza con Roma hanno determinato uno sviluppo turistico basato in maniera preponderante sull’abitazione piuttosto che sull’albergo. La moltitudine di “seconde case” si riempie e si svuota nell’arco dell’anno con cadenze prevedibili nelle quali l’arrivo di soggiornanti temporanei di medio, breve o brevissimo periodo fa variare la popolazione da 50.000 fino ai 150.000 abitanti e oltre.
Alcune infrastrutture non sono commisurate a contenere i picchi di popolazione e in certi momenti si producono carenze e disservizi quali ad esempio quella nella disponibilità d’acqua potabile o nella capacità di smaltimento dei depuratori idrici. Altre, quali i trasporti pubblici locali ed extraurbani, sono invece inadeguate ad assicurare livelli sufficienti perfino nei periodi di bassa affluenza esterna. In questo affannato stato dei servizi quello della raccolta dei rifiuti mostra particolarità tutte sue.
Cenni sul Servizio Raccolta Rifiuti ad Anzio
Da settembre 2013 è in funzione la raccolta differenziata a domicilio (“porta a porta”) accolta con favore dai residenti dopo una iniziale fisiologica titubanza. Le virtuose finalità e la comodità d’uso hanno convertito positivamente la popolazione che se ne avvale volentieri. Dal porta a porta è esente il centro storico (ca. 2000 anime) nel quale fino al marzo 2016 non era effettuata neppure la differenziata stradale. Il servizio di raccolta dei rifiuti cittadino è integrato dal funzionamento di due centri per Rifiuti Ingombranti, costituiti da circa 10 cassoni scarrabili ognuno, in cui il cittadino (gratuitamente ma dopo identificazione) e le ditte (a pagamento) possono conferire materiale da smaltire. Va detto che tali centri operano in un arco orario limitato e respingono tutto ciò che può essere classificato come “piccolo rifiuto domestico”, con l’unica eccezione per gli scarti vegetali da potature o sfalci, limitandosi però in questo caso ad accettare max 4 sacchi pro_capite/pro_die.
Spazzamento strade
Nonostante il capitolato d’appalto le preveda espressamente le macchine spazzatrici sono presenze sconosciute al di fuori del centro storico e dei 4-5 grandi assi stradali di quartiere. Di lavaggio strade poi meglio addirittura non parlare.

Cestini gettacarte
Esistono cestini stradali per i piccoli rifiuti “da tasca” esclusivamente nelle poche vie adiacenti alla piazza centrale (p.Pia), al porto e al sito archeologico della Villa Imperiale; pur se estremamente mal ridotti svolgono comunque la loro funzione; fuori dell’area centrale non se ne trovano (con l’eccezione di un paio di aree a gestione consortile).

Rifiuti abbandonati lungo le strade.
A questo esecrabile fenomeno il capitolato comunale sui rifiuti fa fronte prevedendo l’onere per la ditta appaltatrice di provvedere alla raccolta. Rimane però sul vago quanto a frequenza e modalità di intervento. E poiché invece questo tipo di rifiuto assume ad Anzio una mole incontrollata è invalso l’uso che l’intervento la ditta lo faccia solo “dietro chiamata” dell’Ufficio Ambiente, verosimilmente per addebitare a parte quelli che sono evidentemente oneri insostenibili in base all’accordo contrattuale.

I correttivi proposti da Anziodiva
L’intervento parte dalla considerazione che gli autori dell’abbandono di rifiuti in strada siano in larghissima percentuale i frequentatori di seconde case; ciò appare comprovato dal sincronismo con cui i rifiuti compaiono quando terminano i periodi di soggiorno siano essi mensili, settimanali o anche di semplici fine settimana.
Una seconda considerazione viene dall’esperienza tratta dai contatti con diversi “villeggianti” i quali si rivelano essere in stragrande maggioranza persone ben consapevoli dei giusti comportamenti da tenere in materia di rifiuti ma quasi sempre all’oscuro delle modalità di raccolta in vigore ad Anzio. Alcuni pensano ad esempio che qui funzioni (come in effetti avviene in alcune località) un apposito servizio comunale che passa a togliere i sacchetti da certi convenzionali punti di accumulo. Altri, e sono i più, sono invece semplicemente impossibiltati ad avvalersi del porta a porta perché al loro ripartire dovrebbero lasciare davanti casa una batteria di mastelli incustoditi fino al loro successivo rientro e vi rinunciano.
Vi è infine una discreta quantità di evasori fiscali, siano essi proprietari o affittuari al nero, che non pagando il tributo comunale non hanno ricevuto i mastelli di dotazione. La terza considerazione è di natura strategica: la vista di un sacchetto abbandonato attira fatalmente altri 10 sacchetti nella stessa sorte, mentre vedere le strade sgombre da rifiuti è il miglior dissuasore dall’imbrattarle.
Lo spirito della proposta è dunque il seguente: dare priorità al mantenimento delle strade sgombre, pilotando verso apposite aree attrezzate il conferimento di quei rifiuti che per qualunque dei motivi suesposti non possono seguire il canale del porta a porta. Quindi non “strozzare l’assorbimento” dei rifiuti sperando di far emergere evasori e contravventori ma al contrario agevolarlo al massimo, aprendo tutti i possibili canali purché siano controllati e quindi gestibili più economicamente. In una situazione così decongestionata diventa allora più facile anche la lotta alla stessa evasione fiscale. Nel bailamme attuale invece santi e demoni sono indistinguibili.”