CIVITAVECCHIA, INAUGURATO IL MONUMENTO DEDICATO AGLI ARDITI DEL POPOLO

“Non posso che dire grazie a voi – ha detto Zingaretti – la storia della democrazia italiana è fatta di questi episodi. Nulla è stato regalato e tutto è costato sangue e coraggio e noi dobbiamo ricordare. La democrazia ha bisogno di una vigilanza quotidiana”.
Zingaretti è stato anche ospite presso il salone della Cpc, complimentandosi per il traguardo raggiunto. “Fate bene a ricordare – ha detto – perché il rischio vero dell’Italia è di dimenticare e la storia della Compagnia è una delle più belle pagine di riscatto del Lazio”.
Il presidente della Cpc Enrico Luciani ha espresso gioia e commozione per l’evento: “Gli Arditi non hanno mai piegato la testa e siamo qui a ricordare questo, siamo ancora uomini liberi e mai piegheremo la testa. Continua così presidente – ha aggiunto rivolgendosi a Zingaretti – fai terminare i lavori in questo porto”.
Anche il sindaco Antonio Cozzolino ha condiviso l’importanza di quel monumento e della memoria. “Oggi rendiamo un riconoscimento agli Arditi del popolo – ha detto – sono nomi e cognomi che ritroviamo nei cittadini e vogliamo celebrare il sacrificio e la memoria per ricostruire il presente. La città – ha concluso – onorerà questo monumento come simbolo della Civitavecchia antifascista”.
Lo storico Enrico Ciancarini ha sottolineato il legame tra gli Arditi e la Compagnia portuale, ricordando l’episodio del 19 maggio 1921 con i tre morti per mano fascista. Mentre Manlio Luciani ha ricordato con emozione che si è giunti finalmente al termine “di un percorso iniziato nel 2001. Bisogna tenerci stretta la memoria”.
Una necessità sottolineata più volte nel corso della mattinata nel salone Ivano Poggi, alla presenza di storici come Eros Francescangeli che ha voluto esaminare i perché della rimozione dell’arditismo popolare dalla storia, spiegando come la caduta del muro di Berlino abbia consentito di tornare a parlare di guerra civile, di fascismo contro antifascismo, e di recuperare la memoria dimenticata. Anche Antonio Maffei ha ricordato che gli Arditi del popolo erano gente comune, civitavecchiesi semplici. Marco Rossi ha invece sottolineato l’importanza del monumento di Civitavecchia, uno dei pochi in Italia. (Seapress)