Inquinamento, il sindaco Mencarini vieta l’uso dell’acqua del fiume Marta

TARQUINIA – Il Sindaco di Tarquinia, Pietro Mencarini, ha firmato un’ordinanza vietando l’uso dell’acqua del fiume Marta sia a scopi umani, che per l’abbeveraggio degli animali, per l’attività agricola, pesca e balneazione.
L’ordinanza fa proprio seguito al grave inquinamento del fiume avvenuto domenica, nel territorio di Tuscania, e che ha provocato la morte di molti pesci. Si attendono i risultati delle analisi effettuate dall’Arpa per l’eventuale revoca del provvedimento sindacale.
Intanto, il prefetto di Viterbo ha convocato una riunione per martedì alle ore 16, in Prefettura, per discutere dello sversamento di liquami nel fiume.
Alla riunione interverrà anche il Comune di Tarquinia, che sarà rappresentato dal vicesindaco Manuel Catini e dal consigliere comunale incaricato all’Ambiente Silvano Olmi.
«Ringrazio il prefetto per aver convocato questa riunione – dichiara il sindaco di Tarquinia Pietro Mencarini – occorre affrontare seriamente e nel suo complesso il problema. Non possiamo permettere che l’inquinamento del Marta, oltre che all’ambiente, provochi danni anche alle attività turistiche del litorale».
«Appena si è insediata, la mia amministrazione comunale ha avviato una serie di incontri con i gestori degli stabilimenti balneari, – aggiunge Mencarini – le associazioni e i cittadini tarquiniesi. Tutti chiedono un intervento deciso in difesa del fiume e del mare, un’azione che coinvolga tutti i comuni che scaricano nel lago di Bolsena e nel Marta, la Regione Lazio e la Provincia di Viterbo, l’Arpa, le associazioni ambientaliste, quelle di categoria e i cittadini».
Non resta ora che attendere i risultati delle analisi sul fiume, ordinate immediatamente dopo la segnalazione del sindaco di Tuscania Bartolacci. Da tempo ormai si attende di fare chiarezza sugli sversamenti nel fiume da parte dei comuni attraversati dallo stesso corso d’acqua; spesso infatti si registra inquinamento nel mare.
(seapress)