Titoli di Stato, la grande fuga dall’Italia, in pochi mesi venduti 17,4 mld di bond

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E’ ormai certificato, l’Italia non è più terra per investire, almeno per i grandi gruppi, i possessori di capitali ingenti e anche, perché no, gli speculatori. I titoli di Stato italiani sono stati abbandonati al loro destino tanto che lo scorso mese di agosto gli investitori dall’estero hanno venduto titoli di Stato italiani equivalenti a 17,4 miliardi di euro, mentre i residenti nella Penisola facevano shopping di titoli all’estero (anche azioni e quote di fondi comuni) per 13,3 miliardi. I dati emergono dalla Bilancia dei pagamenti pubblicata dalla Banca d’Italia, nel giorno in cui lo spread sfiora un nuovi massimo dal 2013 toccando a quota 340 punti. “Nel mese di agosto 2018 le acquisizioni nette di attività sull’estero sono state pari a 14,3 miliardi. A fronte di investimenti diretti rimasti pressoché stazionari – si legge – i residenti hanno acquistato titoli di portafoglio emessi all’estero per 13,3 miliardi (azioni, quote di fondi comuni e strumenti di debito a lungo termine) ed effettuato ‘altri investimenti’ all’estero per 2,0 miliardi”. Al tempo stesso “in agosto anche le passività nette verso l’estero sono aumentate, di 8,1 miliardi. I non residenti hanno effettuato investimenti diretti per 1,8 miliardi e ‘altri investimenti’ per 24 miliardi; hanno invece venduto titoli di portafoglio italiani per 17,8 miliardi – recita la pubblicazione – di cui 17,4 titoli pubblici”. Nei dodici mesi terminanti ad agosto il surplus di conto corrente è stato pari a 48,3 miliardi di euro (il 2,8 per cento del Pil), da 45,7 miliardi nel corrispondente periodo del 2017.

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