Cara di Castelnuovo di Porto (Roma), partito lo sgombero della struttura. Via i richiedenti asilo e i titolari di protezione

E’ ormai vicina la chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto, tra mille polemiche, mobilitazioni sindacali e politiche. Lo sgombero ha preso il via nella prima mattinata di martedì con il trasferimento di 30 ospiti della struttura, l’operazione prevede lo spostamento di oltre 300 rifugiati in altre regioni italiane. Va detto che saranno trasferiti i soli richiedenti asilo, mentre si farà difficile e precaria la situazione per i titolari di protezione, che dovranno comunque lasciare la struttura, anche se non sarà loro assicurata alcuna assistenza alloggiativa. La cittadina, ad una manciata di chilometri da Roma che conta poco più di 8.500 abitanti, da martedì mattina è “protagonista” di quello che alcuni esponenti politici del Partito Democratico e del centrosinistra indicano come tra i primi effetti del Decreto Sicurezza voluto da Matteo Salvini.

Una scure che si abbatte sulla testa di decine di persone che silenziosamente e con umiltà avevano garantito dignità e funzionalità alla struttura. Immediata la reazione dei sindacati. Il 24 gennaio dalle 15 alle 18.30 Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uil Fpl saranno in presidio con i lavoratori sotto la sede del MISE, di via Molise, “per scongiurare – spiegano – la crisi sociale, che, oltre allo sradicamento degli ospiti oramai integrati nel territorio, riguarda anche lavoratori e cittadini dell’area”. Con la notizia dei trasferimenti e dell’imminente chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto, i lavoratori della Coop Auxilium, Siar e azienda Itaca lì impiegati sono da in stato di agitazione. Dunque la mobilitazione è partita per scongiurare la crisi sociale, che, oltre allo sradicamento degli ospiti oramai integrati nel territorio, riguarda anche, come detto, lavoratori e cittadini dell’area. Al Cara lavorano dagli addetti alle pulizie ad assistenti sociali, psicologi, medici, mediatori linguistici, insegnanti. “Un dramma occupazionale, il decreto Salvini cancellerà almeno 10mila posti di lavoro in tutta Italia”, hanno quantificato i sindacati. Poi le reazioni politiche “Con il processo di chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto, che da questa mattina e fino al 31 gennaio portera’ a smantellare un’importantissima esperienza di integrazione e accoglienza costruita anno dopo anno in provincia di Roma, si preannuncia una vera e propria emergenza sociale, umanitaria e e perfino sanitaria”, afferma il segretario provinciale del Pd di Roma, Rocco Maugliani. “Gia’ alcune persone – spiega – sono state letteralmente gettate per strada questa mattina, mentre parte dei migranti richiedenti asilo saranno trasferiti in altre strutture fuori dal Lazio. Ci saranno tantissimi bambini che saranno sradicati dal contesto in cui sono cresciuti finora, e piu’ di 100 professionalita’ che resteranno senza lavoro”. Durissime le reazioni a questa operazione direttamente legata e scaturita dal Decreto Sicurezza del ministro dalle mille magliette, felpe e giacche, Matteo Salvini. Durissimo Riccardo Agostini, coordinatore regionale di Articolo Uno Mdp: “La chiusura del Cara di Castelnuovo e’ il primo frutto del Decreto sicurezza, un provvedimento razzista e incostituzionale. Voglio esprimere la nostra solidarieta’ ai 530 migranti che saranno letteralmente deportati e a 120 lavoratori che rischiano di rimanere disoccupati. Il ministro Salvini con un tratto di penna cancella anni di impegno per l’integrazione. Non ci stiamo. Contro questa barbarie bisogna battersi con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. Saremo in piazza con i cittadini e con i sindacati”. Poi il Sindaco di Cerveteri e coordinatore nazionale di Italia in Comune, Alessio Pascucci: Quello che sta avvenendo nel Cara di Castelnuovo di Porto, dove c’e’ il secondo centro rifugiati più grande d’Italia, è qualcosa di indegno, che offende la nostra storia e i principi sanciti nella Costituzione italiana.  Il ministro dell’interno ha mandato l’esercito per sgomberare il centro rifugiati. Parliamo di una struttura che accoglie 320 persone che l’esercito, a quanto raccontano fonti locali, sta inspiegabilmente dividendo per uomini, donne e bambini. Un metodo vergognoso sul quale chiediamo subito chiarezza al governo nazionale. Trovo gravissimo che il sindaco della citta’, Riccardo Travaglini, al quale va tutta la nostra solidarietá, non sia stato avvisato”, aggiunge Pascucci. Poi Adriano Labbucci, Segretario di Sinistra Italiana Roma Area MetropolitanaLo sgombero al CARA di Castelnuovo di Porto è la conferma della stupidità e disumanità del decreto Salvini. Centinaia di persone spostate senza alcun preavviso, bambini che frequentano regolarmente le scuole trasferiti altrove, si interrompe senza alcun motivo l’integrazione dei richiedenti asilo. Tutto questo per una legge ideologica che alimenta insicurezza e precarietà esistenziale. Noi continueremo a denunciare gli effetti di questa mentalità che invece di affrontare i problemi li esaspera. C’è una logica persecutoria nei confronti di chi scappa da guerre, fame, carestie, che sempre più viene alla luce, e che oggi è evidente. E che non c’entra niente con la sicurezza ma c’entra invece con una cultura razzista, xenofoba, intollerante verso i diritti fondamentali della persona. Ed ancora Eleonora Mattia (PD), presidente della IX Commissione consiliare pari opportunità e lavoro: “Non possiamo restare sordi e immobili dinanzi a quanto sta accadendo in queste ore al Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto dove, in applicazione del decreto sicurezza del Ministro Salvini, è stato avviato lo sgombero di centinaia di uomini, donne e bambini. Stiamo parlando del secondo centro per rifugiati più grande d’Italia, una struttura più volte premiata per la qualità dell’accoglienza basata su progetti educativi, d’intesa con la Prefettura, con inserimento scolastico e lavorativo, collaborazioni volontarie e lavori di pubblica utilità e con i ragazzi che giocano nella squadra di calcio locale. Ho i brividi se penso che, nella giornata di oggi, nel cuore dell’Europa pensata da Altiero Spinelli e a cinque giorni dalla Giornata delle Memoria si ripetano scene che pensavamo di non vedere mai più: uomini, donne e bambini costretti a lasciare la scuola e il lavoro per essere caricati su mezzi di trasporto senza che nessuno conosca destinazione e destino. E’ inaccettabile!”.