Un Premier elettorale che auspica la crescita all’1,5% e l’Europa del popolo

A Davos, palcoscenico dell’economia mondiale, il Premier Conte si è mostrato più interessato probabilmente alle dinamiche elettorale che a quelle legate ai temi economici che mai come oggi vedono al centro del tritacarne mediatico il nostro Paese. “Abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo, di una visione radicalmente nuova della politica che metta al centro gli esseri umani, le famiglie, le comunità. Un’Europa del popolo e per il popolo”. Così il premier  Conte da Davos. Sulla gestione del fenomeno migratorio avvisa: “Se c’è un rifiuto ad agire mi rifiuterò di parlarne agli incontri del Consiglio Ue”. “C’è una parola chiave attorno alla quale stiamo costruendo la nostra visione politica e la nostra attività quotidiana; quella parola è ‘persone'”

Il presidente del Consiglio Conte ha poi annunciato, o meglio auspicato che quest’anno la crescita dell’ Italia potrebbe arrivare fino all’1,5%. Lo ha fatto in una intervista a Bloomberg, rilasciata sempre a a Davos. Conte ha anche sottolineato che non ci sarà nessuna correzione alla Manovra e che il rallentamento della crescita è parte di una tendenza mondiale. Parlando a margine del Forum economico mondiale, il premier ha affermato che la Bce “non ha un potere valutario adeguato” e che sarebbe auspicabile un seggio all’Onu per l’Ue e non a un singolo Stato.