La Valletta (Malta), ha attraccato il barcone dirottato con 108 migranti: tre di loro in manette

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Ha attraccato intorno alle 8.30 di questa mattina a Boiler Wharf, uno dei moli del porto della Valletta, a Malta, il mercantile Elhibru 1 che era stato dirottato dai migranti messi in salvo che si rifiutavano di essere riportati in Libia. Il comandante turco ha raccontato alle autorità maltesi di non avere avuto più il controllo della nave e di essere sotto la minaccia di un piccolo gruppo dei 108 migranti che aveva soccorso il giorno prima in zona Sar libica, 77 uomini e 31 donne. Secondo quanto riporta il sito del Times of Malta, quattro uomini sono stati visti scendere in manette dalla nave e portati via degli agenti della polizia maltese. Tra i 108 migranti della nave vi sono anche 19 donne e 12 bambini. Al momento dello sbarco alcuni migranti si sono inchinati a baciare la terra. Sono poi iniziati i controlli medici per verificare le loro condizioni di salute dopo la difficile traversata e poi verranno trasferiti nei centri di accoglienza dove si ritiene che faranno domanda di asilo. “Noi non veniamo meno alle nostre responsabilità nonostante le nostre dimensioni. Noi seguiremo in modo adeguato tutte le regole internazionali” ha scritto su Twitter il premier maltese Joseph Muscat , confermando come “durante la notte le Forze Armate hanno condotto un’operazione delicata in alto mare, salendo a bordo di una nave che si ritiene sia stata catturata da migranti a largo della Libia e dirottata su Malta”.
A prendere il controllo dell’imbarcazione, questa mattina, era stata prorio la Marina maltese. Secondo quanto reso noto da una dichiarazione delle Forze Armate di Malta, un’unità delle operazioni speciali “è stata inviata a bordo e messo in sicurezza l’imbarcazione in modo da restituire il controllo della nave al capitano”. Il mercantile, il suo equipaggio e tutti i migranti sono stati scortati dalla Marina militare al Boiler Wharf, “per essere consegnati alla polizia per ulteriori indagini”.
La Marina maltese ha poi reso noto che nelle comunicazioni radio con il mercantile El Hiblu, con equipaggio turco e battente bandiera di Palau, “il capitano più volte ha ripetuto di non essere in controllo dell’imbarcazione e che il suo equipaggio era stato costretto con le minacce da parte di diversi migranti a procedere verso Malta”. I migranti salvati in mare non vogliono essere riportati in Libia dove sono esposti a violenze ed abusi, comprese torture e violenze sessuali.
Intanto, da Lampedusa, il primo cittadino Salvatore Martello assicura all’Adnkronos che “fino a questo momento non c’è uno stato di allerta sul possibile arrivo a Lampedusa della nave mercantile”. L’intervento con l’ausilio di un elicottero e di diverse motovedette è scattato dopo che le forze armate maltesi si sono messe in contatto con il capitano che “ha ripetutamente dichiarato di non avere il controllo della nave e che lui e il suo equipaggio sono stati costretti e minacciati da un certo numero di migranti a bordo”. “Ho entito le autorità preposte – spiega ancora il sindaco Martello – e mi hanno detto che per ora non ci sono notizie su un possibile arrivo della nave a Lampedusa”.

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