Jova Beach Party, ‘Amici di Beppe Grillo’: “Il Comune mostri costi e benefici”

Riceviamo e pubblichiamo: “L’estate è ormai al suo apice ed il flusso turistico si trova corrispondentemente al suo massimo stagionale. Sono passate alcune settimane dalla serata del Jova Beach Party, ed a fronte del suo successo, ci chiedevamo quale fosse la strada da intraprendere per un reale e permanente sviluppo del turismo nel nostro territorio. Riguardo all’evento, ci teniamo a ricordare ai cittadini come le perplessità che esprimemmo come MeetUp erano rivolte principalmente all’impatto ambientale e soprattutto alla logistica, poiché temevano che la viabilità del luogo fosse inadatta a sostenere eventuali emergenze. Fortunatamente, le forze Dell’ ordine, hanno saputo gestire la viabilità in maniera egregia e nessun incidente ha compromesso la serata. Inoltre, concittadini e visitatori ci hanno entrambi confermato come l’evento abbia saputo soddisfare pienamente le aspettative dei partecipanti, i quali hanno sostenuto numerose spese pur di poterne prendere parte. Infatti, oltre al costo del biglietto, vi erano costi suppletivi come quelli dei parcheggi, che al fine di incoraggiare l’utilizzo di mezzi pubblici a scapito del più problematico traffico stradale, sono stati fatti levitare sensibilmente. Oltre a ciò, vi sono stati proventi dagli affitti per gli stands degli esercenti locali che hanno temporaneamente trasferito la loro attività all’interno dell’area del Summer Village. Queste e alcune altre voci hanno contribuito positivamente a far circolare liquidità in quella straordinaria occasione. Ci chiediamo quindi quale sia stato il guadagno complessivo di questo evento, e se l’amministrazione comunale sia disponibile a fornire alla cittadinanza un prospetto riassuntivo con i dettagli dei costi e dei guadagni derivati da esso. L’esperienza ci insegna che se vogliamo arricchire sostanzialmente il nostro Comune, non ci si possa, solo, affidare ad appuntamenti come il JBP, temporalmente troppo ‘atomici’ e frutto più della sorte che di una oculata gestione della cosa pubblica, mentre sarebbe molto più redditizio rendere il flusso turistico omogeneo e continuativo attraverso una estesa opera di riqualificazione del territorio. Proprio investendo una parte dei capitali percepiti dal JBP si potrebbe intanto recuperare parte del dissesto attuato in prossimità dell’oasi di Torre Flavia, la quale ha visto peggiorare ulteriormente le proprie condizioni in occasione della recente ondata tempestiva di maltempo, capitata la scorsa settimana. Attendiamo una risposta dal Comune, fiduciosi che il JBP sia stato un punto di partenza efficace di pubblicità e rinnovo d’immagine per il nostro paese, e non piuttosto un’altra occasione di guadagno solo per pochi privati.

MeetUp “Amici di Beppe Grillo – CerVeteri”