Spagna, violenze dei separatisti nella notte a Barcellona: arrestate 51 persone, 125 feriti

La polizia locale catalana ha arrestato 51 persone per gli scontri registrati stanotte nelle diverse proteste contro la sentenza del processo ai leader separatisti. Lo riferisce l’agenzia Efe. Sono stati particolarmente duri gli scontri tra i manifestanti e la polizia dei Mossos d’Esquadra a Barcellona, il cui centro è diventato il teatro di una vera e propria battaglia, con barricate e incendi. Secondo la Vanguardia “i Jardinets de Gracia sono il punto focale” dei disordini “con gli agenti e i manifestanti che lottano per ogni palmo di terreno”. Una carica è stata lanciata contro manifestanti che si erano rifugiati negli accessi dell’ospedale Parc Taulí nella città di Sabadell. Il governo spagnolo denuncia con un comunicato diffuso nella serata di ieri gli incidenti che anche questa sera sono in corso in diverse città della Catalogna, accusando “una minoranza che cerca di imporre la violenza nelle strade delle città catalane, particolarmente a Barcellona, Tarragona, Girona e Lleida. “Non è un movimento pacifico di cittadini, ma coordinato da gruppi che con la violenza di strada minano a spezzare la convivenza in Catalogna”. I maggiori scontri si sono verificati a Barcellona e Gironda, dove la polizia ha caricato i dimostranti, dopo che questi hanno tentato di entrare nelle locali rappresentanze del governo di Madrid. In particolare a Barcellona, secondo fonti della polizia, si sono riunite in serata circa 40 mila persone. Immagini in diretta tv dalla capitale catalana hanno mostrato momenti di alta tensione tra gli agenti di polizia e manifestanti schierati a pochissima distanza gli uni dagli altri. Secondo la Vanguardia, i reparti dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, hanno caricato per disperdere i gruppi più violenti, come quelli in azione all’Eixample, un quartiere centrale della città, e hanno usato la forza in particolare nel celebre Paseo de Gracia, dove sono intervenuti anche i pompieri per spegnere i falò accesi dai dimostranti e le ambulanze per assistere i feriti. Cariche sono avvenute anche a Tarragona. “Eserciteremo di nuovo il nostro diritto all’autodeterminazione”, ha minacciato il presidente della Generalitat de Catalunya, Quim Torra. Parole ancora più esplicite quelle del presidente del Parlamento catalano Roger Torrent, con cui Torra ha reso omaggio alla tomba di Lluís Companys, il presidente della Generalitat de Catalunya dal 1934 e durante la Guerra civile spagnola, fatto fucilare dal dittatore spagnolo Francisco Franco nel 1940.