Bce, l’addio di Mario Draghi: l’uomo che ha salvato l’euro

mario draghi
La Banca centrale europea resta pronta a modificare tutti i suoi strumenti monetari per far risalire l’inflazione, e ritiene che sia necessaria una “posizione altamente accomodante” ancora a lungo, di fronte ai rischi per la crescita e lo scenario inflazionistico. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi durante la sua ultima conferenza stampa dopo otto anni alla guida dell’Eurotower. Per lo scenario economico dell’Eurozona, avverte Draghi, “i rischi restano al ribasso”. “Di fronte alle prospettive indebolite e alla prevalenza di rischi al ribasso, i governi che hanno spazio di manovra di bilancio devono agire in modo efficace e tempestivo”: così Draghi, tornando a spingere per una politica più espansiva da parte di Paesi come la Germania. Il presidente della Bce ha nuovamente invitato i Paesi ad alto debito a una politica “prudente”. “Il rischio principale è un downturn (recessione) dell’economia, che sia globale o dell’Eurozona”. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi. “Purtroppo, tutto ciò che è accaduto dalla decisione di politica monetaria di settembre ha mostrato abbondantemente che la nostra determinazione ad agire tempestivamente era giustificata” ha detto il presidente della Bce riferendosi agli ultimi dati macroeconomici. “Non c’è stata alcuna reazione da parte mia” alle critiche espresse pubblicamente contro il pacchetto di politica monetaria di settembre, e fra i critici, al consiglio di oggi, “uno ha invitato all’unità e alla piena realizzazione del pacchetto, un altro ha detto che il passato è passato”.  “Come mi sento? mi sento come qualcuno che ha cercato di rispettare il mandato nel miglior modo possibile” ha concluso  spiegando di non aver rimpianti su quanto fatto negli otto anni del proprio mandato. Draghi ha anche detto di non voler dare consigli a Christine Lagarde, chiamata a succedergli dal 1 novembre.