Luci e ombre sull’utilizzo dei locali comunali

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Orsomando e De Angelis critici con alcune dichiarazioni del consigliere Mundula

Luci e ombre sull’utilizzo dei locali comunali

Associazioni, figli e figliastri:“Fuori l’autorizzazione al CdZ di Valcanneto ad occupare una struttura pubblica”. Sullo sfondo la vicenda Assovoce

 

Riceviamo e pubblichiamo la nota dei consiglieri Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando: “Il detto ‘chi si alza prima si veste’ sembra calzare a pennello all’Esecutivo Pascucci”. Cosa ancora accade dalle parti di piazza Risorgimento? “Succede che qualche tempo addietro notammo alcune presunte incongruenze nella gestione degli immobili comunali da parte di alcune associazioni del territorio e per questo presentammo un’interrogazione che inchiodava l’Amministrazione alle sue responsabilità, tanto che il sindaco fece sue le nostre perplessità in merito ai vari iter e alla regolarizzazione gestionale dei suddetti immobili. Con quella interrogazione pensavano di aver acceso una spia che inducesse gli amministratori della maggioranza ad essere più attenti e rispettosi delle normative, e sbagliavamo. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Da un’attenta lettura della delibera del consiglio comunale del 27/01/2020, osserviamo diverse particolarità non di poco conto e che stiamo monitorando con estrema puntigliosità. Tutto nasce dopo le dichiarazioni, messe a verbale in commissione Bilancio dal consigliere Mundula, che nel testo della convocazione del consiglio comunale del 27 gennaio scorso al terzo punto si riportava la discussione di un particolare “cambio d’uso funzionale” per un immobile Comunale sito in località Valcanneto al foglio 27 particella 2636 sub 40-4. Mentre, ed è molto strano, nella struttura della delibera avente stesso oggetto, andava in discussione solo la particella 2636 sub 41. Inoltre non potevamo non evidenziare che il Consigliere Mundula chiamato in causa dal Presidente della Commissione Galli, essendo probabilmente uno dei punti di riferimento della frazione Valcanneto e probabilmente a conoscenza delle dinamiche di quella parte di territorio, dichiarava: “… precedentemente che la particella sub 40 era in uso al Comitato di Zona con autorizzazione rilasciata dall’Ente nel 2016; successivamente i locali sono stati rilasciati dietro semplice richiesta dell’Ente per ospitare la Delegazione Comunale”. Come non dire, per trasparenza e legalità, che il Consigliere Orsomando richiedeva di esibire in Consiglio Comunale la citata autorizzazione rilasciata al Comitato di Zona che poi, di fatto, non è stata mai esibita ma allo stesso tempo lo stesso Orsomando ha dovuto prendere atto che lo stesso Segretario Generale Avv. Pasquale Russo, presente nella Commissione Bilancio, sosteneva di non essere a conoscenza della suddetta autorizzazione. Insomma questa “autorizzazione” al Comitato di Zona di Valcanneto esiste o non esiste? Vedete è singolare che il medesimo consigliere Mundula, proseguendo il suo intervento, specificava”… che la concessione del locale al Comitato di Zona era finalizzata alla raccolta, da parte di quest’ultimo, alle richieste di allaccio alla rete del gas da parte dei cittadini di Valcanneto, pertanto l’attività del Comitato era stata di aiuto e di ausilio all’attività dell’Amministrazione, attività svolta gratuitamente dall’Associazione ”. Ma sarà vero che tutto è avvenuto gratuitamente oppure qualcuno ha da dire qualcosa in merito? Le anomalie riscontrate in tutta questa vicenda fanno rabbrividire se non accapponare la pelle per una serie di motivi che vogliamo rendere pubblici a dimostrazione che a Cerveteri, probabilmente, si fanno proprio “figli e figliastri”. Perché nonostante sia stata chiesta l’esibizione in Consiglio Comunale dell’autorizzazione concessa al Comitato di Zona, la stessa non è stata portata in visione ai Consiglieri dal Dirigente preposto, già presente in commissione, che ne dovrebbe essere in possesso? Con quale autorizzazione è stata concessa al Comitato di Zona la collaborazione con il Comune per la raccolta delle domande inerente gli allacci alla rete del gas? Che significa che i locali sono stati rilasciati dietro semplice richiesta da parte del Comune? Come mai si parla di un’autorizzazione concessa nel 2016 quando, per i suddetti locali, l’agibilità è stata data con pratica edilizia n°98 del 2017 ovvero dopo circa un anno? Come mai per la soc. Etrusca srl, occupante l’area sub 41, che probabilmente dovrebbe essere alla stessa stregua del Comitato di Zona, è stata emessa un ordinanza di sgombero con richiesta di oneri per l’occupazione abusiva? Non è particolare il fatto che nonostante probabilmente il Comitato di Zona non abbia l’autorizzazione, con la Delibera approvata dalla maggioranza nel Consiglio Comunale del 27/01/2020, gli si concede in uso temporaneo lo stesso locale in attesa della pubblicazione di un apposito bando per l’affidamento? Quante sono le Associazioni che occupano abusivamente alcuni immobili comunali? E perché per le altre Associazioni, ritenute dall’Amministrazione probabilmente abusive, non è stato usato lo stesso metodo in attesa di affidamento stabilito da un nuovo bando? Noi non facciamo “figli e figliastri” e allora ci chiediamo anche: Come mai l’Associazione Assovoce, forse l’unica riconosciuta tanto da avere una convenzione sin dal lontano 2013 con relativa proroga di Giunta per una reale e concreta collaborazione, oggi viene sfrattata senza avere la possibilità di una nuova collocazione? Ma vi sembra normale tutto ciò? E’ chiaro che dopo aver fatto un regolare accesso agli atti, se riscontreremo delle illegittimità, non esiteremo a rivolgerci, all’Autorità Giudiziarie denunciando gli eventuali responsabili”.

 

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