Igiene urbana, lo sciopero slitta al 9 marzo

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Raccolta rifiuti: a rischio i posti di lavoro dei dipendenti della ASV che ha lasciato l’Ati

Igiene urbana, lo sciopero slitta al 9 marzo

Mercoledì prossimo nuovo vertice a piazza Risorgimento tra i Sindacati, l’Amministrazione comunale e la Camassa

 

Posticipato di sei giorni lo sciopero indetto dai sindacati per i lavoratori del servizio di igiene urbana della città etrusca inizialmente convocato per il 3 marzo. A preoccupare i sindacati è il “prolungarsi dei tempi della chiusura del procedimento di risoluzione contrattuale avviato all’Ati da parte dell’amministrazione comunale, e il susseguirsi di eventi che riteniamo incidere negativamente sul normale rapporto delle relazioni sindacali”, come avevano spiegato Fp Cgil di Roma e Lazio e Failea Falcev. Dopo l’incontro del mese scorso, in cui Asv aveva annunciato la sua decisione di lasciare l’Ati e della Camassa intenzionata a farsi carico di tutto il servizio, ad oggil la situazione non appare cambiata. Asv ha annunciato l’avvio formale della procedura di abbandono dell’Ati. Ora, però, si aspetta il passo successivo. Dopo l’avvio della procedura da parte dell’amministrazione comunale, di recesso del contratto di servizio per la gestione del servizio di igiene urbana, ora si attende di sapere se le controdeduzioni della Camassa per proseguire il suo operato siano sufficienti oppure no. Secondo quanto emerso, infatti, l’amministrazione comunale etrusca avrebbe chiesto alla Camassa dei requisiti specifici per cercare di capire se sia in grado o meno di occuparsi dell’intero servizio. E così prosegue la situazione di stallo che si è venuta a creare dall’incontro di gennaio al palazzetto comunale tra tutte le parti. Uno stallo che, come evidenziato dal responsabile di igiene e ambiente della Fp Cgil Roma e Lazio, Roberto Meroldi, che «non fa chiarezza sui tempi necessari per poter chiudere la partita». Nel frattempo, a quanto pare, la Camassa avrebbe messo in atto delle azioni che vanno in contrasto con gli accordi e gli impegni sindacali sottoscritti in precedenza e che interessano in particolar modo l’applicazione del contratto Fise-Assoambiente e la stabilizzazione dei lavoratori precari. Una situazione insomma, che sicuramente non rasserena gli animi dei lavoratori in attesa di capire quale sia il loro futuro e che, proprio per questo motivo, nella speranza di ottenere risposte positive da parte degli enti interessati, hanno portato allo sciopero del 9 marzo. Intanto, dopo la proclamazione dell’agitazione, l’amministrazione comunale ha convocato le parti per il 4 marzo. Ma i sindacati avvertono: senza accordo lo sciopero resta in piedi. «Se i rapporti con i sindacati sono degenerati, arrivando alla situazione conflittuale di oggi – ha sottolineato infine Meroldi – la responsabilità è da attribuire al comune, alla Camassa e ad Asv».

 

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