Assistenza integrativa ponte frasistema sanitario pubblico e privato

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L’INTERVENTO

Assistenza integrativa ponte fra

sistema sanitario pubblico e privato

Dall’house organ Fondo Asim- La Sanità nazionale guarda al futuro

 

di Alberto Sava

 

Sono questi i giorni più difficili per la sanità nazionale, ed a seguire per il mondo economico, e stanno avendo un impatto significativo sul modo di comunicare delle imprese e nel Paese. Lo scorso dicembre si è svolto a Roma un convegno dal titolo ‘Il futuro della sanità integrativa in Italia’, organizzato dal Fondo Asim.A tre mesi di distanza, il tema di quel convegno riaffiora prepotentemente nell’ultimo DCPM ‘ Cura Italia’ del Governo, quando si parla di stringente cooperazione tra il mondo della sanità pubblica e quello privato. Anni ed anni di riduzioni drastiche di posti letto, personale e risorse, al grido di spending review, ove mai abbiano ridotto gli sprechi di passate epoche ‘allegre’, sicuramente hanno ridimensionato la capacità di ricezione e di intervento. L’imprevedibile e tumultuosa emergenza sanitaria del momento ha fatto esplodere definitivamente il problema, costringendo il personale medico ed infermieristico a giorni e settimane di eroici sacrifici, con il dono totale di risorse professionali e fisiche. Il convegno romano organizzato dal Fondo Asim puntava l’attenzione sul futuro dell’integrazione, e sull’equilibrio dei sistemi pubblico e privato, individuando nella sanità integrativa il ponte solido ed insostituibile tra due realtà complementari e mai opposte, e mai come i questo momento sostegni paritetici dell’intero sistema sanitario italiano. Al centro dei lavori c’è stato il porre l’attenzione sull’esigenza sempre più pressante dell’integrazione, attraverso una normativa ad hoc, tra il Sistema Sanitario Nazionale ed il cosiddetto “secondo pilastro socio sanitario”.Al centro dei lavori, porre l’attenzione sull’esigenza sempre più pressante per molti dell’integrazione, attraverso una normativa ad hoc, tra il Servizio Sanitario Nazionale e il cosiddetto secondo pilastro sociosanitario. Sceltissimo il parterre di relatori intervenuti per un confronto ampio e il più condiviso possibile sulla coniugazione del principio dell’equità nell’accesso alle cure e la sostenibilità economica del sistema pubblico, un’azione sempre più complessa e difficile. Hanno preso la parola, offrendo ampi spunti di riflessione Marco Verzari, Presidente Fondo ASIM, Lorenzo Mattioli, Vicepresidente Fondo ASIM, Alessandra Delli Poggi, Responsabile partnership e new business Fondazione AIRC, Luigi Ballanti, Direttore Generale Mefop, e Pierangelo Albini, Direttore Area Lavoro e Welfare Confindustria. Al centro del confronto la raffigurazione dello stato e dell’andamento della quantità di risorse che lo Stato mette a disposizione del SSN.. Quello che da subito è apparso lampante è un arretramento strutturale dello Stato nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale legato a un finanziamento complessivo rimasto fermo negli ultimi due lustri, in un sistema che ha visto crescere il fabbisogno di cure e assistenza del cittadino. L’inevitabile conseguenza, neanche a dirlo, è stata la crescita, con un trend ben allineato con quello di arretramento del finanziamento pubblico del SSN, della spesa sanitaria che i cittadini devono sostenere con il proprio portafogli, causa a sua volta di un’ulteriore barriera nell’accesso alle cure mediche. Quindi, minori sono le risorse destinate dallo Stato al SSN, maggiori sono i costi e le difficoltà che i cittadini devono affrontare per accedere alle cure.  Il Servizio Sanitario Nazionale da poco ha festeggiato 40 anni, è stato un elemento innovativo, di giustizia, equità ed efficienza. Tuttavia oggi si avverte l’esigenza di muoversi in direzione di ristrutturazione del suo finanziamento, in ragione dei mutamenti socio-sanitari della popolazione e del fatto che ulteriori arretramenti potrebbero causarne il collasso. In questo contesto di inefficienze da un lato e fabbisogni dall’altro, operano anche i fondi di sanità integrativa e le casse di mutuo soccorso, che stanno garantendo un supporto spesso risolutivo ai loro iscritti. Come ci spiega il Presidente Verzari, secondo dati recentemente valutati anche in sede di Commissione Parlamentare, sarebbero più di 10 milioni i cittadini che fanno parte di questi circuiti, che si reggono principalmente sulla contribuzione generata nella contrattazione collettiva, indirizzando parte della retribuzione individuale a queste forme di mutualità collettiva. È evidente, dunque, quanto il secondo pilastro sociosanitario di fatto stia supplendo a molte delle carenze del SSN, senza però un supporto normativo adeguato che risulta, anzi, lacunoso di quei decreti attuativi annunciati da più di un decennio. La Sanità integrativa sia da ritenersi fondamentale. Allo stesso tempo è importante che questa rimanga integrativa di un Servizio Sanitario Nazionale capace di assolvere al suo compito Costituzionale e di riacquistare posizioni e forza nel soddisfacimento dei bisogni sociosanitari dei cittadini. È quindi necessario uno sforzo comune per la costruzione di un sistema flessibile, orientato allo scopo esclusivo di interessi generali. Come è emerso durante l’evento, si tratta di un processo che potrebbe realizzarsi attraverso una cabina di regia tra i vari fondi, o casse, in grado di favorire il networking, la definizione e la condivisione di best practice. Tale coordinamento tra enti paritetici potrebbe rappresentare una controparte, autorevole e affidabile per il legislatore, al fine di giungere alla definizione di strumenti di governance condivisi. Questi ultimi dovrebbero garantire la gestione dei piani sanitari e la necessaria trasparenza nella conduzione dei processi e nella gestione delle risorse disponibili. La parti sociali, quindi, sono chiamate a elevare il proprio ruolo dal compito fondante realizzato con i CCNL a quello di guida nazionale e sovra-settoriale. È evidente quanto non si possa attendere ancora molto per definire tavoli di lavoro per supportare il legislatore nell’individuazione di quella quadratura normativa necessaria per una integrazione ‘effettiva’ dei fondi al SSN e ad assegnare al Ministero della Salute il compito di controllo tecnico dell’intero secondo pilastro.  Il Fondo ASIM, a questo proposito, da tempo ha avviato, unitamente ad altri operatori del settore, una fruttuosa collaborazione con MEFOP, la società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione, per la stesura delle linee guida generali che possono costituire la base per un confronto con il legislatore ed essere uno strumento atto a elevarne anche i livelli di accountability.

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