Dirigenti scolastici e amministrazione comunale a confronto sul Piano scuola

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Incontro a palazzo Falcone. Il Comune pronto a mettere nero su bianco il bando per ottenere i 240mila euro stanziati dal Governo per la scuola. L’assessore Cordeschi: «Non basteranno»

«Solo per la Corrado Melone, per mandare tutti i bambini a scuola dovremmo trovare un altro istituto con 60 aule». Questo l’esempio dell’assessore alla Pubblica istruzione di Ladispoli, Lucia Cordeschi per far comprendere come il Piano scuola illustrato dal ministro Azzolina non sia attuabile. Dei finanziamenti annunciati dal Governo, a Ladispoli andranno 240mila euro per le scuole. Già il 3 luglio il Comune provvederà con la realizzazione del bando per poter richiedere i fondi, mentre oggi gli amministratori di palazzo Falcone incontreranno i vari dirigenti scolastici della città balneare per raccogliere le loro richieste. Ma una cosa sembra certa: con 240mila euro gli interventi da poter effettuare saranno esigui. Per non parlare poi del tempo a disposizione: due mesi al suono della prima campanella. «Si tratta di un lavoro umanamente impossibile», ha proseguito Cordeschi. Dello stesso avviso il dirigente scolastico della Corrado Melone di Ladispoli e della Don Milani di Valcanneto (Cerveteri), Riccardo Agresti: «O si aumenta l’organico – ha detto – o diminuisce la didattica». Insomma, se nella migliore delle ipotesi le amministrazioni comunali dovessero riuscire nel “miracolo” di reperire nuove strutture da utilizzare come istituti scolastici già a partire da settembre il problema sarebbe legato all’organico (personale docente e non). A Cerveteri, ad esempio, puntando i riflettori sulla Don Milani, un’alternativa possibile per poter mantenere la distanza di un metro tra un bambino e l’altro, potrebbe essere quella di andare a utilizzare quegli edifici scolastici ad oggi inutilizzati, come ad esempio Quartaccia, Due Casette e Casetta Mattei che da quest’anno a causa delle scarse iscrizioni, non sarà riaperto e gli alunni trasferiti nella sede de I Terzi. Decisioni che ovviamente saranno prese nel momento in cui tutte le parti coinvolte (Comune da una parte e dirigenti scolastici dall’altra) avranno le idee chiare: «Al Comune – ha infatti spiegato Agresti – invieremo tutti i dati delle aule, dei bambini e degli spazi e insieme alle altre scuole vedremo insieme come ridistribuire tutti quanti». Altro problema da affrontare, una volta risolto il problema “affollamento” in aula, sarà quello relativo alla mensa scolastica. Anche in questo caso il ministro Azzolina ha spiegato che là dove non potranno essere aumentati i turni in mensa, si potrà procedere alla consumazione del pasto in aula. Peccato però che per l’attualizzazione di quest’ultimo aspetto si dovrà prevedere la sanificazione prima e dopo il pasto degli spazi. «Ciò significa – ha commentato l’assessore Cordeschi – a interrompere la lezione 30 minuti prima del pranzo e a ricominciare 30 minuti dopo il pasto». Anche in questo caso, una situazione paradossale che andrà a complicare il rientro a scuola.

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