“A Ladispoli il treno notturno acceso per due giorni? Una follia”

“Quest’anno la befana è arrivata con il treno alla stazione di Ladispoli, e purtroppo ci ha lasciato il carbone, il treno notturno è rimasto acceso per due giorni, è veramente un assurdità quello che è accaduto, la situazione invece di migliorare peggiora”, afferma duramente il consigliere comunale Giovanni Ardita, delegato alle problematiche dei pendolari ai rapporti con RFI e Trenitalia, alla riunione tenutasi nel mese di settembre, in presenza del sindaco Alessandro Grando in via delle Azelee con numerosi residenti che protestavano giustamente che il treno delle 22.30 fino alle 7.00 di mattina rimaneva acceso emettendo un rumore assordante insopportabile che reca un forte disagio alla popolazione locale che riscontra l’impossibilità di  dormire perfino con le finestre chiuse, il frastuono-dovuto al treno in sosta dalle 22.30 fino alle 7.00 del mattino seguente , orario di partenza del convoglio, comporterebbe un peggioramento delle condizioni di vita e di salute dei residenti della zona, non permettendo loro di riposare durante la notte. “Tale problema sembrerebbe causato dalla necessità di avviare i motori del treno e l’impianto di riscaldamento un ora prima della partenza e ciò comporterebbe la necessità di iniziare il proprio lavoro in anticipo da parte dei macchinisti, i quali ovvierebbero a questa esigenza  lasciando il treno acceso dalla sera precedente. Ci avevano rassicurato nel mese di settembre i vertici di Trenitalia Regionale che avrebbero trovato una soluzione migliorativa, anche provando a collocare il treno rumoroso un 150 metri più avanti direzione Roma in una parte meno residenziale della nostra città. Tutto questo non solo non è avvenuto, ma la Befana di Trenitalia ci ha lasciato il 6 gennaio il treno acceso per due giorni e due notti. A questo punto, si alza la voce del guerriero della destra locale, lasciamo che i consiglieri regionali di FDI chiedano chiarimenti all’assessore regionale alla mobilità del Lazio on. Mauro Alessandri, a cui dovremmo far comprendere che dovrebbe essere l’assessore regionale alla mobilità  di tutto il Lazio e non solo del suo territorio Monterotondo , e non dovrebbe far istallare le telecamere della videosorveglianza non solo alla stazione del comune amico Cerveteri che non ha nemmeno 1000 pendolari rispetto alla Stazione di Ladispoli che normalmente ne ha più di 8.000, da noi le hanno dimenticate di installarle. L’interrogazione che chiederemo di far presentare alla pisana dal gruppo regionale di FDI è basata nell’interrogare la giunta regionale del Presidente Zingaretti nella competenza all’Assessore alla Mobilità Mauro Alessandri ”se è intenzione di questa amministrazione regionale, verificare l’effettiva entità del disagio arrecato alla popolazione che vive nelle zone limitrofe della stazione di Ladispoli-Cerveteri ed intervenire al fine di eliminare la fonte di inquinamento acustico notturno per garantire ai cittadini interessati un ritorno alla serenità domestica”. In tre anni siamo già arrivati alla seconda interrogazione scritta in Regione Lazio, la precedente la n.1679 del 13.07.2017presentata sempre dal gruppo di FDI non ebbe alcuna risposta e soluzione migliorativa, ritengo che se la Regione Lazio e Trenitalia si dovesse rifiutare di prendere in considerazione le nostre istanze, saremmo purtroppo obbligati ad organizzare una protesta democratica e pacifica davanti alla Pisana con tutte le precauzioni Covid, perché il diritto di riposare e dormire a centinaia di persone non gli si può essere negato perché Trenitalia non vuol pagare due ore di straordinario per far venire un ora prima il macchinista ad accendere il treno alla stazione di Ladispoli”. Così in una nota Giovanni Ardita, Delegato alle problematiche dei pendolari e ai rapporti con RFI e Trenitalia Comune di Ladipoli
AGGIORNAMENTO del 9.01.2021 ore 17.19

“TARI, un imposta ingiusta per palestre, impianti sportivi, cinema e teatri”

Il consigliere Ardita interviene anche sulla TARI: “Nella sera di consiglio del 22 dicembre, giorno dell’approvazione del piano finanziario degli interventi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani ho assunto il dovere di consigliere comunale eletto dai cittadini per i quali  ho l’obbligo di tutelarli. Quindi ho trovato giusto  sottoporre a tutto il consiglio comunale all’Assessore Competente al Bilancio Claudio Aronica e al sindaco Alessandro Grando il fatto che la Tari che stanno onorando  tutte e attività penalizzate dal Covid 19 e 20 “palestre, impianti sportivi pubblici e privati, cinema teatri ecc,” ingiustamente gli si chiede di pagare la TARI su periodi dell’anno dove sono stati totalmente chiusi e non hanno avuto utenza soci nelle palestre, negli impianti di calcio, di pallacanestro e di pallavolo, ne i genitori e ne i tifosi per lunghi periodi dal primo Covid di febbraio a questo di ottobre fino alla fine dell’anno non hanno potuto usufruire ne degli impianti sportivi e ne assistere alle gare, e ne di poter accedere alle tribune peer poter vedere allenare o giocare i propri figli Il quesito che ho posto in consiglio, è che non si può chiedere a queste strutture arbitrariamente il pagamento totale della Tari per dei a cui non hanno potuto usufruire, e se a numerosissimi soci di palestre e piscine che sono stati impossibilitati di entrare in quei centri  certo che le società sportive nei loro impianti sicuramente hanno prodotto poco o nulla di immondizia, per questo motivo ho messo in risalto intervenendo in consiglio comunale evidenziando che è una tassa illeggitima  che se non è sulla imposta fissa, ma sulla parte variabile dovrebbe essere sicuramente esentata. Il sindaco Grando ha condiviso il mio intervento, sottolineando che purtroppo i Comuni non hanno risorse per sopperire a questa ingiusta imposta la Tari, rimanendo nella speranza che il Governo Conte trovi delle risorse per sopperire a questa ingiusta imposta la TARI applicata su Società e Associazioni sportive, su cinema e teatri obbligati a chiudere. Il nostro gruppo di Fratelli d’Italia  si impegnerà con i propri rappresentanti alla Camera o al Senato a presentare un interrogazione parlamentare affinchè il governo trovi le risorse giuste per sopperire ad una imposta la TARI che non può essere totalmente a carico di chi è stato costretto a chiudere che non solo non ha guadagnato per la mancanza dei soci nelle strutture, dopo il danno hanno ricevuto anche la beffa, di pagare totalmente la tassa dei rifiuti non avendo prodotto rifiuti, per rafforza la richiesta del nostro comune dove sicuramente anche tanti altri comuni faranno ritengo che dovremmo presentare anche una mozione condivisa da tutto il consiglio comunale da inviare al governo, sensibilizzando ognuno di noi i propri rappresentanti al Parlamento in quanto le palestre gli impianti sportivi i cinema e i teatri ecc, non sono di destra o di sinistra ma sono di tutta la citta e di tutti i cittadini”.