Democrazia ‘esautorata’ a Cerveteri. Esposto contro il Presidente del Consiglio Comunale, Travaglia

Carmelo Travaglia

Le opposizioni sul piede di guerra, disertano l’aula consiliare al Granarone. Per il centrodestra Belardinelli (FdI), Piergentili (Lega), per il centrosinistra Falconi (Italia Viva) e Ramazzotti (Lista Civica) annunciano una interrogazione al Ministro degli Interni

di Alberto Sava
Le forze di minoranza in consiglio comunale sono sul piede di guerra contro la scelta del presidente del Consiglio, Carmelo Travaglia di convocare solo da remoto la seduta in programma ieri al Granarone. Immediata la presa di posizione dell’opposizione di centrodestra, di centrosinistra, civica e M5S, che hanno disertato la convocazione da remoto ed annunciato l’immediato coinvolgimento del Prefetto. Nella nota che segue, la ferma reazione dei consiglieri Annalisa Balardinelli (Fratelli d’Italia), Luca Piergentili (Lega), Alessandro Magnani (M5S), Ramazzotti (Lista Civica), Maurizio Falconi (Italia Viva) i quali dichiarano: “La seduta del consiglio comunale di oggi (ieri, ndr) è stata convocata solo in modalità videoconferenza, con una decisione arbitraria del presidente del consiglio, Carmelo Travaglia che ha omesso di coinvolgere la conferenza dei Capigruppo, come previsto dal regolamento. Le sedute -spiega la nota- si sono sempre svolte in modalità mista con alcuni consiglieri presenti in aula ed altri collegati da remoto, anche quando il Lazio era zona rossa, del resto l’aula consiliare al Granarone è sufficientemente ampia per garantire il massimo distanziamento ed anche di più. Per questo – conclude la nota- e per solidarietà ai colleghi consiglieri che non possono connettersi abbiamo deciso non partecipare ai lavori del Consiglio e di inviare un esposto al Prefetto per denunciare il comportamento del presidente del Consiglio”. Fin qui la nota congiunta delle forze di opposizione firmatarie dell’esposto al Prefetto che pubblichiamo a questo link: esposto al Prefetto. L’esposto al Prefetto si impernia sul seguente virgolettato. “La seduta del consiglio comunale di oggi (ieri, ndr) è stata convocata solo in modalità videoconferenza, con una decisione arbitraria del presidente del consiglio, Carmelo Travaglia che ha omesso di coinvolgere la conferenza dei Capigruppo, come previsto dal regolamento”.

Gli approfondimenti del Centrodestra e M5S

Poiché la democrazia cammina lungo il viottolo tortuoso dell’interpretazione soggettiva finanche dei più piccoli regolamenti, rischiando spesso di precipitare all’improvviso, approfondiamo con l’avvocato Annalisa Belardinelli, tra i consiglieri firmatari dell’esposto al Prefetto l’accusa …Carmelo Travaglia ha omesso di coinvolgere la conferenza dei capigruppo… “Il presidente del consiglio – spiega Belardinelli – applicando a sua insindacabile interpretazione il regolamento del consiglio comunale, ha omesso di comunicare alla conferenza dei capigruppo che la seduta del consiglio di oggi (ieri, ndr) sarebbe stata convocata esclusivamente in modalità da remoto. Inoltre, riteniamo che Travaglia abbia male interpretato la normativa di contrasto alla diffusione del Covid, perché nessun DPCM impone di svolgere le sedute consigliari in modalità da remoto, anzi è sempre consentita la partecipazione in presenza quando possono essere rispettate le norme sul distanziamento e la nostra aula è così vasta da garantire la massima sicurezza in materia sanitaria, tanto è vero che le sedute fino ad oggi si sono sempre svolte in modalità mista, con una parte dei consiglieri in aula ed una parte in collegamento da remoto. Per cui valuto, e come tutti gli altri colleghi consiglieri firmatari dell’esposto al Prefetto, la scelta del presidente del consiglio Travaglia arbitraria e del tutto ingiustificata”, conclude l’avvocato Belardinelli, consigliere FdI, la quale ha riconfermato anche l’immediato coinvolgimento del Governo, attraverso una interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni. Dopo l’approfondimento con l’esponente di minoranza di centrodestra, concludiamo con l’approfondimento del consigliere pentastellato, Alessandro Magnani anche lui firmatario dell’esposto al Prefetto. Ecco come spiega l’esponente comunale grillino la forzatura istituzionale di Carmelo Travaglia: “Sono rimasto piuttosto sorpreso quando, nella convocazione per il Consiglio del 26 gennaio, il presidente Travaglia, diversamente da quanto fatto finora, ci ha comunicato le modalità per partecipare in videoconferenza e non la possibilità di intervenire in presenza. Mi preme sottolineare che finora, anche quando le misure anti-Covid erano molto più restrittive delle attuali, le condizioni logistiche del Granarone, che ha una sala amplissima e numerose postazioni di lavoro, hanno sempre consentito la predisposizione di tutte le misure necessarie per lavorare in presenza e in sicurezza. Questa determinazione del presidente Travaglia è di fatto in palese contrasto con la normativa.  Infatti, nel D.L. n. 125 del 7/10/2020 che il Presidente stesso cita per giustificare la sua scelta, è indicato che “i Consigli e le Giunte comunali, che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati dal presidente del consiglio, ove previsto, o dal sindaco, purché siano individuati sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti, sia assicurata la regolarità dello svolgimento delle sedute e vengano garantiti lo svolgimento delle funzioni (…).”  “Possono”. Non “debbono”. E’ proprio il Ministero per gli Affari Interni e Territoriali che, interrogato a suo tempo da diversi consiglieri sulla questione, risponde con il PARERE nr. 98428 dell’11/06/2020 e stabilisce che: “Spetta all’autonomia dei consigli decidere sull’opportunità di tornare a riunirsi in presenza”. Lo stesso ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, in un PARERE ufficiale del 21/10/2020 nel merito di quanto stabilito dal DPCM del 18/10/2020 sulle “modalità in presenza Consigli comunali”, si esprime con queste parole: “la norma contenuta nel DPCM non obbliga alle riunioni da remoto per Consigli comunali, Commissioni e Giunte, se esistono condizioni e rispetto delle misure di sicurezza che consentono le riunioni in presenza”, richiamando tra l’altro il pieno accordo con i Ministeri dell’Interno e della Funzione Pubblica. Sono molto rammaricato per questa presa di posizione, che si legge come un abuso da parte del presidente del consiglio Travaglia e che ci ha costretto, come consiglieri di opposizione che si sono visti negare un diritto, ad agire di conseguenze con un esposto al Prefetto”, conclude Alessandro Magnani.