La Giunta capitolina stanza 10 milioni di euro per opere pubbliche contro il degrado e l’abusivismo

Il Campidoglio, sede della giunta della sindaca Raggi
Garantire la realizzazione di opere pubbliche per un valore di 10 milioni di euro. Questo l’obiettivo del provvedimento approvato dalla Giunta capitolina che adegua le attività svolte dalle Associazioni consortili di recupero urbano (Acru), all’interno delle aree ex abusive, alle nuove norme sugli appalti pubblici. Si potrà cosi dare il via ai lavori per la realizzazione di impianti fognari, strade, sistemi di illuminazione e di altre opere di urbanizzazione primaria in aree periferiche che ne erano sprovviste. In attesa del nuovo Regolamento, l’atto di Giunta consente la gestione della fase transitoria in modo da garantire l’attuazione di tutte le opere attese dai territori e già approvate o nelle fasi conclusive di approvazione: questi lavori saranno comunque realizzati dalle Acru che dovranno costituirsi come veri e propri soggetti giuridici riconosciuti, e non più come semplici associazioni, che portano in attuazione interventi pubblici per conto dell’Amministrazione comunale. Il contratto di appalto sarà comunque stipulato tra l’impresa aggiudicataria e l’associazione consortile. “Strade, fogne, illuminazione: opere indispensabili per tanti cittadini delle periferie. Dopo un lavoro lunghissimo e faticoso siamo riusciti a sbloccare i fondi per eseguire tutte questi interventi primari a carico delle Acru. Potremo avviare cantieri in ogni periferia, perché non si può pensare che una Capitale come Roma lasci indietro pezzi di città, privi dei servizi essenziali.la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Si tratta di un atto che ci permette di realizzare i progetti già approvati attraverso un provvedimento transitorio in attesa del nuovo regolamento. Questo percorso ci permette di salvaguardare le procedure in corso e quindi di portare a termine quei progetti per i servizi pubblici fondamentali per vaste zone della città”, sottolinea l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori.