Patto per l’Italia, vertice tra il premier Draghi e i sindacati: “Chiederemo al presidente del Consiglio di fissare un calendario che dica nei prossimi giorni quando si affrontano tutte le altre questioni aperte”

I sindacati e il premier Mario Draghi
Crescita e riforme. Sono questi gli obiettivi del governo, che accelera sul Patto per l’Italia proposto dal premier, Mario Draghi, che oggi riceve a Palazzo Chigi i sindacati. Ufficialmente per parlare di sicurezza sul lavoro, ma Cgil, Cisl e Uil non hanno alcuna intenzione di fermarsi all’ordine del giorno. “Chiederemo al presidente del Consiglio e al ministro del Lavoro di fissare un calendario che dica nei prossimi giorni quando si affrontano tutte le altre questioni aperte. Senza pregiudiziali, ma molto determinati”, avvisa Maurizio Landini, non escludendo di parlare anche di tamponi gratuiti per i lavoratori. “Possiamo chiamarlo Patto o come ci pare, ma il problema resta: cosa faccio e quali contenuti voglio realizzare”. Il leader della Cgil torna anche su un punto che ha scatenato la discussione nel dibattito politico: “Il Patto non si fa solo tra sindacati e Confindustria, bisogna coinvolgere tutto il sistema produttivo, le forze politiche che rappresentano questo governo e occorre che l’esecutivo sia garante di un processo di riforme”. Bonomi: “Risposta dei sindacati mi è sembrata positiva” Parole che fanno vedere il bicchiere mezzo pieno a Carlo Bonomi: “La risposta dei sindacati mi è sembrata positiva. Io ho letto comunque la voglia di esplorare questa possibilità”, dice il numero uno degli industriali. Che torna anche sulla standing ovation riservata dall’Assemblea generale della sua associazione al capo del governo: “E’ nata una chimica in quel momento, non conoscevo i contenuti del suo intervento”. L’effetto è stato comunque positivo: “Non sono sorpreso, credo che Draghi ha lanciato il cuore oltre l’ostacolo”. L’idea lanciata dal premier piace anche a Pd e parte del M5S. Per Enrico Letta è “la proposta giusta”, tanto che il segretario dem indica come priorità assoluta “il lavoro per i giovani, che oggi non c’è” e lancia alcuni spunti di riflessione sulle nuove generazioni: “Se ne vanno, stage e precarietà sono il grande problema del nostro Paese, quindi un salario di ingresso e una possibilità di primo lavoro per i giovani che li stabilizzi”. Dal mondo pentastellato è Luigi Di Maio a promuovere l’iniziativa: “Sostengo pienamente l’idea del Patto, che deve essere più possibile inclusivo, non credo che il presidente Draghi abbia mai inteso che potesse escludere qualcuno”. Salario minimo, critici i sindacati: “Rischiamo di ridurre lo spazio contrattuale” Oltre l’entusiasmo, però, restano tanti i nodi da affrontare in questa fase della stagione politica. Come quello del salario minimo, che non convince i sindacati. “Per noi è quello dei minimi contrattuali. Bisogna fare molta attenzione su questo tema. Rischiamo di ridurre lo spazio contrattuale”, dice il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. Seguito a ruota dal leader della Cisl, Luigi Sbarra: “Temo che darebbe la stura a tante aziende di uscire dall’applicazione dei contratti nazionali e peggiorerebbe la qualità della vita di milioni di lavoratori”. Posizioni condivise, stavolta, anche da Confindustria: “Siamo per rafforzare la contrattazione, perché garantisce tutti”, spiega infatti Bonomi. Per Draghi e il suo governo, dunque, si preannunciano settimane abbastanza dense di impegni e temi da affrontare. Con un occhio alle amministrative di domenica prossima e soprattutto tenendo a bada i rumors sul prossimo futuro del premier. Perché l’orizzonte resta la legislatura e le priorità non cambiano: sfida del Pnrr, campagna vaccinale da portare a termine e una crescita (+6% di Pil nel 2021) da consolidare.