Vicenda Morisi, ecco come è partita l’inchiesta per la cessione della droga liquida

L'ex responsabile della comunicazione social della Lega, Luca Morisi
Emergono nuovi dettagli nell’inchiesta, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Luca Morisi, l’ex guru dei social della Lega, per sospetta detenzione e cessione di sostanza stupefacente “sulla cui natura si attende l’esito delle analisi”. Due grammi di cocaina in casa, i telefoni sequestrati e l’indagine partita dopo che alcuni giovani lo avrebbero indicano come colui che avrebbe ceduto loro droga liquida, anche se le analisi non hanno ancora confermato il contenuto di quella boccetta. Secondo quanto ricostruito da Open, a metà agosto nella cascina a Belfiore, in provincia di Verona, dove vive Morisi, i carabinieri sono arrivati perché chiamati dai vicini di casa. Tra il 13 e il 14 agosto a casa di Morisi sarebbero arrivati due ragazzi di cittadinanza rumena di circa venti anni che vivono nei pressi di Verona. Probabilmente conosciuti online. “Non sappiamo i dettagli del rapporto di Morisi con queste due persone, ma si tratta di una frequentazione assolutamente saltuaria”, hanno riferito gli investigatori. Gli ospiti sarebbero rimasti almeno 12 ore a casa sua, insieme a un altro amico. Open parla di un presunto “festino. Poi, quando se ne sono andati, sono stati fermati dai carabinieri. Nell’ispezione dell’auto è stata trovata una fiala di liquido, che secondo i ragazzi sarebbe Ghb, la cosiddetta “droga dello stupro”, e i due indicano Morisci come la persona che gliel’avrebbe data.