Brescia, al via il 10 novembre il processo per i due tedeschi che hanno travolto con il motoscafo due giovani al lago di Garda

I due giovani uccisi da un motoscafo sul lago di Garda
Omicidio colposo, naufragio e omissione di soccorso. Con queste accuse il prossimo 10 novembre entreranno in aula davanti al tribunale di Brescia Christian Teismann e Patrick Kassen, i due tedeschi di 52 anni che lo scorso 19 giugno erano a bordo del motoscafo che sulle acque del Lago di Garda a San Felice, aveva travolto il gozzo sul quale erano fermi Umberto Garzarella, 37 anni, e la 25enne Greta Nedrotti, uccidendo entrambi. La Procura di Brescia con il pm Maria Cristina Bonomo ha disposto il giudizio immediato per i due turisti tedeschi che si erano messi ubriachi ai comandi del loro potente Riva. E che dopo l’impatto non si erano fermati. “Pensavamo di aver colpito un ramo” hanno sempre detto. L’incidente venne ripreso dalle telecamere private di un’abitazione che si affaccia sul Garda mentre altre telecamere, quelle del porto, ripresero uno dei due turisti che al momento di ormeggiare il Riva barcollò fino a cadere in acqua. Patrick Kassen ha ammesso che era lui a guidare il motoscafo al momento del tremendo impatto anche se il mezzo è di proprietà dell’amico che è manager di una delle più grandi aziende al mondo nella produzione di computer. Lui accettò di sottoporsi all’alcol test, mentre il proprietario della potente imbarcazione si rifiutò. I due, dopo gli interrogatori del 20 giugno, lasciarono l’Italia per far ritorno in Baviera. Il 5 luglio, dopo che la Procura di Brescia ne aveva chiesto l’arresto attraverso un mandato di cattura europea, Patrick Kassen si consegnò alle autorità italiane e da quel giorno è in arresto. Prima è stato in carcere e poi ai domiciliari in una località segreta nel Modenese dove si trova anche oggi. I Ris di Parma hanno stabilito che Kassen ha guidato, o quantomeno ha messo le mani, sui comandi del motoscafo Riva. Lo dicono i primi risultati dei tamponi effettuati dal generale Luciano Garofano, consulente delle famiglie delle vittime. Ottenuto dai Ris di Parma il profilo Dna di Kassen, è stata attestata compatibilità con il profilo ‘ignoto 1’ nel prelievo corrispondente alla leva cromata del volante. Su 15 tamponi prelevati, sette erano decifrabili e di questi su quattro erano evidenti tracce di Dna prevalentemente Kassen. Nell’incidente nautico Umberto Garzarella morì sul colpo, mentre Greta venne sbalzata in acqua con ferite alle gambe e alla testa e morì annegata. “Anche in presenza di soccorsi immediati è sostanzialmente da escludere che si sarebbe potuto evitare (o anche solo ritardare) il decesso di Greta” ha stabilito il medico legale. Nelle scorse settimane la famiglia di Umberto Garzarella ha chiesto all’assicurazione dei tedeschi un risarcimento di nove milioni di euro. “Non abbiamo ancora ricevuto risposta” spiega l’avvocato Raimondo Daldosso.