Tampone rapido nelle farmacie comunali: sindaco e maggioranza girati dall’altra parte

Interrogato dal consigliere Magnani, Alessio Pascucci, come Galli, confessa l’impotenza dell’Amministrazione

di Alberto Sava
Il consigliere comunale civico Alessandro Alessandro Magnani lancia un inquietante allarme a pochi mesi dalle elezioni amministrative. Nella nota che segue Magnani, tra accuse mirate e ironia sferzante, afferma: “Siamo alle solite. Anche nell’ultimo consiglio comunale è stata evidente la mancanza di volontà politica, da parte di questa amministrazione, di impiegare energie e risorse per risolvere i problemi quotidiani della cittadinanza. Problemi che forse non hanno grande ritorno mediatico sulle tv e non coinvolgono nomi di grido, ma la cui soluzione può contribuire a restituire a tutti il diritto di vivere senza discriminazioni. Nell’ultimo consiglio ho presentato un’interrogazione sulla mancanza di Farmacie che permettano di ottenere il Green Pass attraverso l’effettuazione del tampone, rapido e non. Una mancanza che sta creando diversi problemi, soprattutto ora che l’obbligo di presentare il certificato verde è stato esteso a moltissime attività, non solo per lo svago, lo sport, la partecipazione a eventi, l’accesso a luoghi pubblici etc. ma anche semplicemente per lavorare, nella scuola, nella pubblica amministrazione e in moltissimi altri contesti anche privati. Come sappiamo, la durata del pass varia da alcuni mesi (e fino a un anno) per guariti e vaccinati, a 48 ore (ora 72) per i non vaccinati, che devono quindi sottoporsi spessissimo ai tamponi anche solo per lavorare. La vaccinazione è non obbligatoria, pertanto è diritto dei non vaccinati poter vivere e lavorare come tutti gli altri e come garantito dalla Costituzione. C’è un accordo a livello nazionale affinché le Farmacie, che sono a tutti gli effetti parte del Servizio Sanitario Nazionale, si possano attivare per erogare tale servizio. E’ dovere di un’amministrazione comunale prendere atto di situazioni contingenti e fare tutto ciò che è in suo potere per gestirle in favore della cittadinanza. Ebbene, questa amministrazione, per tutta l’estate, non ha mosso un dito. Anzi no, si è spesa come ogni anno per garantire l’Etruria Eco Festival, per il quale i soldi si trovano e si risolvono le difficoltà logistiche ed i problemi di utilizzo di aree private. Il Sindaco presenzia, osserva e bacchetta i cittadini dal palco per esercitare il suo ruolo di vigilanza contro gli assembramenti da lui stesso provocati, poi invece arriva in ritardo per difenderne i diritti, anzi, non arriva per niente. Un teatro dell’assurdo a cui neanche Pirandello sarebbe arrivato. Alla mia interrogazione, il Sindaco ha semplicemente risposto che no, non si può fare, gli spazi necessari non ci sono e se ci sono non si possono utilizzare. E questa dichiarazione appare alquanto singolare, visto che moltissimi Comuni limitrofi e paragonabili al nostro questi spazi li hanno trovati da tempo e si sono organizzati. E visto che abbiamo sul nostro territorio contesti come, faccio solo un esempio, la Farmacia di Due Casette, affacciata sul vasto piazzale della frazione, di proprietà Arsial, che un’amministrazione un po’ più consapevole e attenta avrebbe già trovato il modo di utilizzare. Insomma, siamo di fronte all’ormai famosa melina pascucciana, nella quale il Sindaco è maestro quando si tratta di non ammettere le proprie responsabilità di fronte alle gravi mancanze e ai fallimenti della sua amministrazione. Penso ad esempio alle diverse interrogazioni presentate in questi mesi e ai temi più volte sollevati in Consiglio e nelle Commissioni. Al tema dei PUC, i Progetti di utilità collettiva da attivare per i percettori del Reddito di Cittadinanza; alle numerose, ormai non le conto più, sollecitazioni in merito alla manutenzione delle disastrate Aree Verdi, sempre oggetto di consistenti stanziamenti in Bilancio ma sempre messe da parte per altre necessità giudicate più importanti. Penso alla Variante Generale del Piano Regolatore, che ha dimostrato gravi carenze formali da parte del Comune nell’iter seguito; al mancato aggiornamento del Regolamento edilizio per recepire, come previsto dalla normativa, le nuove disposizioni sulle colonnine di ricarica dei veicoli elettrici, necessarie per la concessione di nuove licenze edilizie. Sono moltissimi i campi in cui questa amministrazione ha semplicemente rinunciato ad affrontare i problemi e le conseguenze le stiamo pagando tutti”, conclude il consigliere Magnani. Il focus su quanto accaduto in consiglio comunale sui tamponi in farmacia a Cerveteri si è poi ampliato ad una serie di altri punti e considerazioni con cui il consigliere Magnani ha tracciato un identikit di Pascucci, in cui l’uomo di spettacolo si sovrappone perfettamente alla figura istituzionale. Quando si dimentica che un amministratore è eletto per affrontare e risolvere i problemi e non per allargare le braccia dichiarandosi impotenti, allora la politica si fa beffarda ed è inammissibile. Fatti e non parole: citando l’esempio della farmacia ubicata in un container allocato su un’area Arsial, il consigliere civico Magliani ha messo sotto accusa sindaco e maggioranza dimostrando a tutto tondo le sue affermazioni.
AGGIORNAMENTO del 1.10.2021 ore 17.56

Test covid in farmacia, petizione popolare con gazebo al Sasso e a Marina di Cerveteri

Dal 15 ottobre si potrà accedere al posto di lavoro solo con green pass. Bisognerà dunque essere vaccinati, essere guariti da covid, o aver effettuato un tampone rapido (valido 48 ore) o molecolare (valido 72 ore) per il rilascio del certificato verde. E così, mentre c’è chi ha deciso di proseguire con la somministrazione del vaccino anti covid-19, c’è anche chi ha deciso, almeno per ora, di affidarsi ai tamponi rapidi. Impossibile fare il test invece a Cerveteri, dove nessuna farmaci comunale ha attivato il servizio. Una brave difficoltà per i residenti del territorio e in particolar modo per quelli delle frazioni che per poter effettuare i tamponi dovranno recarsi nei comuni limitrofi, con maggiore disagio anche per i residenti di questi ultimi e con i tempi di attesa che rischiano di lievitare. E così, alcuni cittadini hanno deciso di avviare una raccolta firme per chiedere all’amministrazione comunale di adoperarsi in tal senso. “La petizione vuole sensibilizzare le istituzioni cittadine ad assicurare il servizio al più presto, come previsto dalle norme e dagli accordi tra il Ministero della Salute con le associazioni del settore farmaceutico”. La petizione potrà essere firmata nella piazza del mercato di Cerenova per i residenti a Cerveteri domenica 3 ottobre dalle 10 alle 13 e sempre presso il Bar Allegria nella frazione del Sasso.