Vicenda Regeni, parla il ministro Di Maio: “L’impegno del Governo è costante per continuare a far luce sulla tragica vicenda dell’omicidio di Giulio”

Il ricercatore Giulio Regeni, barbaramente ucciso in Egitto
“L’impegno del Governo è costante per continuare a far luce sulla tragica vicenda dell’omicidio di Giulio Regeni. Ribadisco con forza quanto già detto nella scorsa audizione, ovvero che il perseguimento della verità è sempre stato e continuerà ad essere un obiettivo fondamentale da raggiungere nelle nostre relazioni con l’Egitto. Alla verità hanno diritto Giulio Regeni, la sua famiglia ma anche l’Italia intera. Arrivare a un quadro definitivo e sancito da un giusto processo non restituirà Giulio ai suoi genitori, ma riaffermerà la forza dei valori di giustizia, trasparenza e stato di diritto in cui Giulio credeva”. Così Luigi Di Maio, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, durante l’audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. Cairo partner ineludibile “Con le autorità giudiziarie egiziane il rapporto è stato altalenante, ma hanno nondimeno fornito documenti utili e informazioni altrimenti non disponibili ai nostri inquirenti, tra cui il fascicolo delle indagini o il video del dialogo tra Giulio e il venditore ambulante. Questo è avvenuto nonostante, tra Italia ed Egitto, non siano in vigore trattati di cooperazione giudiziaria”; e in questo quadro “l’incessante azione dell’ambasciata italiana al Cairo nel sollecitare l’aiuto della magistratura egiziana è stato fondamentale”. Ha detto ancora il ministro Luigi Di Maio: “Certo i risultati ottenuti sono insufficienti. Il dossier consegnato dal procuratore egiziano al nostro ambasciatore, Giampaolo Cantini, è stato deludente”. Ma per il ministro, il rinvio dell’ambasciatore in Egitto “è stata una scelta giusta”. Di Maio ha tenuto a ribadire che per il governo “l’accertamento della verità” sulla morte del ricercatore friulano “resta l’obiettivo che ci ispira nelle relazioni con l’Egitto”. Tuttavia, il ministro ha ricordato che il Cairo “resta un partner ineludibile in una pluralità di dossier”: dalla lotta al terrorismo e ai traffici illeciti, alla gestione dei flussi migratori, fino alla stabilizzazione dell Libia e dell’area israelo-palestinese. “Il 14 ottobre partirà il processo ed era un risultato insperato all’indomani del ritrovamento del corpo di Giulio” ha detto ancora Di Maio. “Mi auguro che ci porti all’accertamento della verità”. Bene i contatti tra inquirenti italiani e egiziani È ”incessante l’azione di sensibilizzazione sul Cairo” per fare luce sull’uccisione di Giulio Regeni, ha poi dichiarato Di Maio che ha parlato di ”profonda divergenza tra le conclusioni raggiunte dalle due procure”. Di Maio ha definito ”giusto spingere per una ripresa dei contatti tra gli organi inquirenti. L’azione è stata condotta anzitutto grazie ai ripetuti passi del nostro Ambasciatore al Cairo, Giampaolo Cantini”. Di Maio ha ricordato che nonostante la pandemia, ”le squadre di investigatori si sono incontrate due volte, a Roma il 28 ottobre e al Cairo il 5 novembre 2020. Il Procuratore della Repubblica di Roma, Michele Prestipino, e il Procuratore Generale della Repubblica egiziano, Hamada Al Sawi, hanno inoltre tenuto due videoconferenze il primo luglio e il 30 novembre dello stesso anno. Senza l’azione costante della nostra diplomazia, questi contatti non sarebbero stati possibili”. Ma ”le due Procure hanno dovuto riconoscere di non essere d’accordo e le strade giudiziarie si sono divise”. Nell’incontro con Shoukry chiesta verità e giustizia ”La domanda di verità e giustizia su quanto accaduto a Giulio Regeni” ha rappresentato ”l’elemento centrale dei colloqui, con franchezza e determinazione” che Di Maio ha avuto con il ministro degli Esteri egiziano Shoukry il 23 settembre, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. La richiesta di verità per Regeni è stata anche al centro della ”missione al Cairo del Direttore Politico della Farnesina, Ambasciatore Ferrara, del 9 settembre”. Sostegno Ue, la questione interessa l’Europa intera ”La vicenda di Giulio Regeni è stata da me portata all’attenzione del Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea il 25 gennaio. In quell’occasione, ho espresso la forte aspettativa di ricevere il sostegno dell’Unione Europea e dei suoi Stati Membri nello sforzo di ottenere collaborazione, giustizia e verità, ha sottolineato Di Maio, durante l’audizione. ”L’Ue intende preservare la condizionalità dell’assistenza al Cairo e la relativa clausola standard formulata nell’articolo 26 delle Convenzioni di finanziamento, adesso in vigore”, ha aggiunto, spiegando che ”per favorire un’azione maggiormente proattiva da parte europea, ha attivato un monitoraggio rafforzato e una costante azione di reporting sulle questioni maggiormente critiche in ambito di diritti umani, rivitalizzando il meccanismo di monitoraggio processuale europeo e la definizione di una lista comune di casi individuali cui fare riferimento nelle interlocuzioni con le autorità egiziane”. ”Il nostro Paese ha ricevuto il sostegno e la solidarietà degli altri partner europei e dell’Alto Rappresentante per la politica estera Josep Borrell. Alla fine della riunione l’Alto Rappresentante ha ribadito la necessità che Il Cairo cooperi affinché venga fatta giustizia sul nostro connazionale, la cui morte – nelle parole dello stesso Borrell – è una questione grave per l’Italia e quindi una questione grave per tutta l’Unione Europea. E’ stato questo un passaggio cruciale della nostra azione internazionale perché, attraverso di esso, la morte di Giulio si è trasformata da questione italiana a tema di interesse di tutti i Paesi dell’Unione”.