Accesso agli atti negato: l’Amministrazione Pascucci sconfitta anche al Consiglio di Stato. Orsomando e De Angelis: “Ora fuori i documenti”

I consiglieri comunale d'opposizione Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando
di Alberto Sava
I consiglieri comunali Salvatore Orsomando ed Aldo De Angelis sono andati fino in fondo ed hanno vinto la delicata partita della doverosa difesa del diritto alla democrazia istituzionale. Da diritto negato a vittoria conquistata in un’aula di tribunale, dopo aver attraversato tutti i gradi della giustizia che tutela i diritti costituzionali. Il Consiglio di Stato ha emesso la sentenza che boccia la linea scelta dal Comune di Cerveteri di opporsi alla richiesta di accesso ai documenti, avanzata dai consiglieri comunali Orsomando e De Angelis per esercitare il loro diritto dovere di vigilanza. A sentenza emessa, oggi possiamo dire che lasciò tutti molto perplessi la linea, temeraria, dell’Amministrazione comunale di difendere fino la Consiglio di Stato l’aver negato il diritto di accesso agli atti: un arbitrio che andava punito dai Giudici e cosi è stato! Visibilmente soddisfatti, i consiglieri Orsomando e De Angelis nella nota che segue scrivono: “Ormai è finita, adesso andiamo a vedere cosa contiene la documentazione negata. Ora anche noi possiamo dire “Non era mai stato fatto prima” e aggiungere “Siamo i primi in Italia” perché il verdetto a nostro favore farà giurisprudenza.  Infatti con la sentenza n.06846/2021 pubblicata il 01.10.2021, il Consiglio di Stato ha respinto totalmente l’istanza cautelare e appello presentata contro di noi dall’Amministrazione Pascucci riconfermando quanto deciso, a nostro favore, nella prima vittoriosa sentenza e, tutto questo, semplicemente nel rispetto di una Legge dello Stato Italiano ribadendo, in questo modo e in maniera inconfutabile, la giustezza delle nostre ragioni riguardo gli illegittimi dinieghi e l’assenza di consegna dei documenti, da parte dell’Amministrazione e dell’arch. Marco Di Stefano, inerenti l’accesso ad alcuni atti riferiti a dei presunti abusi edilizi. Questa seconda sentenza, mette fine e chiude una brutta pagina nel nostro Comune dimostrando, ancora una volta, l’incompetenza e la probabile poca trasparenza di questa amministrazione. Alla luce del verdetto a nostro favore ora esigiamo e di conoscere le “reali motivazioni” e  cosa si nasconde dietro questa tenace difesa ad oltranza dei documenti da noi richiesti e chi pagherà per tutte le inutili spese sostenute dall’Amministrazione e la relativa soccombenza nei due gradi di giudizio malgrado era intuibile che sarebbe stata una doppia sconfitta per l’Amministrazione stessa.   Ora non ci sono più giustificazioni e ci aspettiamo, sin da subito, che gli amministratori con in testa il sindaco Alessio Pascucci e i consiglieri comunali Claudio Nucci, Paolo Maracci, Andrea Mundula, Anny Costantini, Pier Mario Zamboni, Vincenzo Bellomo, Domelita Di Maggio, Linda Ferretti, Francesca Badini, Margherita Frappa, Adele Prosperi, Mauro Porro, Alessandro Gnazi, Angelo Galli, Carmelo Travaglia, Vincenzo Mancini, ivi compresi gli Assessori Riccardo Ferri, Lorenzo Croci, Luciano Ridolfi, Matteo Luchetti, Elena Gubetti, Francesca Cenerilli, Federica Battafarano e altri personaggi dell’Ente come il segretario generale avv. Pasquale Russo, collaborino per  comminare la giusta punizione a carico di chi ha messo il Comune di Cerveteri e i cittadini nella infausta posizione di dover pagare per una “non giustificata” presa di posizione del Dirigente all’Urbanistica Marco Di Stefano e, soprattutto, dimostrino di voler portare alla luce una presunta illegittimità commessa, probabilmente, da alcuni, tra cui personaggi riconducibili ad esponenti con incarichi di rilievo all’interno dell’Amministrazione Comunale di Cerveteri.
AGGIORNAMENTO del 4.10.2021 ore 17.52

I cittadini hanno diritto di conoscere la verità, tutta

Lo ripetiamo, “abbiamo vinto” e sono già ampiamente trascorse tutte le dovute tempistiche per cui ora rispettate quanto deciso dal Tribunale e tirate subito fuori i documenti richiesti e vi informiamo che, se anche questa volta chi di dovere non dovesse adempiere e “ubbidire” a quanto disposto dai giudici, siamo pronti a denunciare per conclamato abuso di atti d’ufficio e avvenuta inottemperanza alle decisione del Tribunale. Ora vogliamo la verità perché se dai documenti e dalle stesse rilevazioni della Polizia Locale dovessero emergere informazioni e situazioni che trattasi di veri e propri abusi edilizi allora SI che sarebbe opportuno, se non dovuto, che gli amministratori coinvolti rassegnino immediatamente le dimissioni da qualsiasi carica e chiedano scusa alla cittadinanza.”