Aggiornamento del Def, parla il ministro Franco: “Nel triennio 2022-2024 ci sono margini per intervenire sugli ammortizzatori sociali e alleggerire il carico fiscale”

Il ministro dell'Economia, Daniele Franco
“Nel triennio 2022-2024 ci sono margini per intervenire sugli ammortizzatori sociali e “avviare un processo di alleggerimento del carico fiscale”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, spiegando in audizione sulla Nadef (Nota di aggiornamento al Def) la differenza tra quadro tendenziale e programmatico. “Il gap tra i due saldi – ha aggiunto – dovrebbe consentirci nel triennio di recuperare gli effetti della pandemia”. “Nel 2022 e 2023 riteniamo che la politica di bilancio debba restare espansiva, nel 2024 che possa tornare neutrale, abbiamo scelto di utilizzare questo miglioramento” dei conti pubblici, questi margini per accelerare la ripresa nell’immediato e porre le basi per una crescita stabilmente più elevata” ha spiegato davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato descrivendo il quadro tendenziale e programmatico dell’indebitamento netto: “Gli obiettivi di deficit sono superiori al tendenziale, un divario che non va chiamato ‘tesoretto’ – ha detto – perché non vi sono considerati gli aumenti contrattuali, né le proroghe di molte politiche, quindi considerato questo il margine diventa molto stretto, il margine sembra grandissimo ma quando uno lo riempie con tutte le politiche in atto da vari anni il margine si riduce notevolmente”. Franco ha quindi indicato che “il gap tra i due saldi dovrebbe consentirci di coprire la gestione nel triennio dei residui di effetti della pandemia, le politiche invariate e varie misure di politica economica già avviate, tra cui incentivi pubblici, industriali e immobiliari, e di avviare l’alleggerimento del carico fiscale”. “Aumento costo energia uno degli elementi di incertezza” “L’aumento del costo dell’energia è uno degli elementi di incertezza più importanti” ma il governo si attende che “ad inizio dell’anno prossimo si attenuerà” ha poi sottolineato Franco. “Vi è la sensazione – ha detto – che il fenomeno sia temporaneo. Il petrolio prevede un picco invernale e poi riduzione prezzi. Detto questo è un tema che va monitorato e bisogna valutare se a livello nazionale o europeo vi siano modi per attenuare a questa dinamica”. “Debito punto debole, ma è sostenibile” “La dinamica del rapporto debito/Pil” è un punto debole perché il rapporto è molto elevato, e la pandemia ha peggiorato la situazione”, ma “il nostro debito è pienamente sostenibile” ha detto poi il ministro spiegando che “abbiamo un’occasione che non avevamo da anni, di debito molto ampio ma con costo medio molto basso”, ed è un’occasione “per abbatterlo il più rapidamente possibile”. “Invertire secolare stagnazione” “Dobbiamo invertire la secolare stagnazione” dell’economia, il Pnrr “può essere di grande aiuto,ma tutte le politiche devono essere mirate in quella direzione” ha poi sollecitato il ministro. “Quest’anno e l’anno prossimo avremo un recupero molto rapido. Ma il test vero non è quanto cresciamo quest’anno o il prossimo ma gli anni successivi, dobbiamo uscire dalla lunga fase di stagnazione della nostra economia”, ha sottolineato, notando che i tassi occupazione sono in Italia più bassi di Francia e Germania e gli aumenti di produttività sono stati inferiori per un quarto di secolo. “Valutiamo proroga superbonus, non sostenibile a lungo” Sulla proroga dei superbonus poi avverte: “Valutiamo come prorogare i superbonus edilizi ma bisogna fare attenzione ai costi, è un intervento molto oneroso”. I superbonus “sono molto importanti per far ripartire il settore delle costruzioni” ma “non è sostenibile alla lunga usarlo”, spiega. Serve “per dare una spinta alla riconversione energetica, per affrontare il cambiamento climatico enorme ma dobbiamo domandarci quali sono i costi e i benefici. E’ uno dei temi che stiamo affrontando”. “Nuovo catasto? Nel 2026 deciderà chi vorrà usarlo” E sulla riforma del catasto precisa che per ora “è un esercizio di mappatura che sarà reso disponibile nel 2026, non ha alcun effetto immediato. Nel 2026 verrà usato da chi vorrà utilizzarlo. Per ora è un esercizio per capire lo stato del nostro sistema immobiliare”.