Corea del Nord, Kim Jong Un alza i toni: “Sono gli Usa i principali responsabili della tensione nella penisola

Il leader nord coreano KIm Jong Un
Una accusa senza tanti giri di parole: sarebbero gli Stati Uniti i principali responsabili della tensione nella penisola coreana. E’ quanto ha detto il leader nordcoreano Kim Jong Un in un discorso trasmesso in diretta tv. “Gli Stati Uniti sono la causa principale dell’instabilità – ha detto Kim – e nonostante le smentite e gli appelli di Washington al dialogo, non ci sono le basi per credere che non siano ostili”. In un discorso tenuto ieri a una mostra sullo sviluppo della difesa per celebrare i 76 anni della fondazione del Partito dei Lavoratori, ha chiesto poi di rafforzare le capacità militari del Paese per contrastare quelle che ha definito “forze ostili” contro Pyongyang, precisando però che che la mossa non è finalizzata a una guerra contro la Corea del Sud o gli Stati Uniti. “Gli Usa hanno segnalato spesso che non sono ostili al nostro Paese, ma non c’è stato alcun motivo comportamentale per credere che non lo siano”, ha aggiunto il leader criticando Seul e Washington per le loro esercitazioni militari combinate e lo sviluppo di armi. “Per i nostri discendenti dobbiamo essere forti. Dobbiamo prima essere forti”, ha aggiunto. Le osservazioni sono maturate a meno di due settimane dal test nordcoreano di un nuovo missile antiaereo, pari al quarto lancio nel solo mese di settembre. “Le minacce militari che il nostro Paese sta affrontando sono diverse da quelle che abbiamo visto 10, cinque o tre anni fa”, ha scandito Kim nel resoconto della Kcna, aggiungendo che le tensioni nella penisola coreana non saranno risolte facilmente “a causa degli Stati Uniti”. Ha accusato Seul di essere “ipocrita” e di avere “doppi standard” per continuare a potenziare le capacità militari, mentre parla apparentemente di “pace, cooperazione e prosperità”: esprimendo “forte rammarico”, Kim ha affermato che il Nord risponderà con “azioni forti” se la Corea del Sud continuerà a “violare i nostri diritti all’autodifesa”. Tuttavia, Kim ha anche affermato che il potenziamento delle sue forze armate non sta prendendo di mira la Corea del Sud, precisando che la “storia orribile” di un conflitto tra le stesse persone non dovrebbe essere ripetuta “su questa terra”. “Il nostro nemico è la guerra stessa, non un certo Paese o forze come la Corea del Sud e gli Stati Uniti, ma i nostri sforzi esterni per la pace non significano in alcun modo rinunciare ai nostri diritti all’autodifesa”, ha concluso il supremo comandante. Nel 2017 la Corea del Nord ha testato missili che possono raggiungere gli Stati Uniti continentali e ha effettuato la sua esplosione nucleare di gran lunga più potente fino a oggi. Pyongyang sostiene di aver bisogno del suo arsenale per proteggersi da un’invasione statunitense. Il governo Biden ha piu’ volte affermato di non avere intenti ostili nei confronti del Nord, ma Kim ha dichiarato alla mostra “Autodifesa 2021”: “Sono molto curioso di sapere se ci sono persone o Paesi che ci credono”. Washington e Seul sono alleati per la sicurezza. Circa 28.500 soldati americani sono dislocati nella Corea del Sud per difenderla dal suo vicino che lo invase nel 1950. Esercitazioni militari congiunte si sono tenute lo scorso agosto, attività che da sempre fanno infuriare la Corea del Nord, la quale li condanna come preparativi per l’invasione. La Corea del Sud ha intensificato le proprie capacità militari, testando con successo a settembre il suo primo missile balistico lanciato da sottomarini e rivelando di disporre di un missile da crociera supersonico.