Violenze a Roma, parlano Fiore e Castellino di Forza Nuova: “Eravamo in piazza per protestare contro l’obbligo di green pass”

I due leader di Forza Nuova: Roberto Fiore e Luciano Castellino
“Eravamo in piazza per protestare contro l’obbligo di green pass ma non come militanti di Forza Nuova perché il movimento non opera più da venti mesi”. E’ quanto hanno sostenuto Giuliano Castellino e Roberto Fiore nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto davanti al gip dopo gli scontri avvenuti sabato scorso a Roma nel corso della manifestazione no green pass che ha visto anche l’assalto alla sede della Cgil. Il gip Annalisa Marzano si è riservata di decidere. “La ‘trattativa’ fra ‘Forza nuova’ e la Digos per andare verso la sede della Cgil c’è stata, è sicura al centocinquanta per cento. L’interrogatorio è finito da poco, e ormai si tratta di un dato conclamato confermato da tutti gli indagati e, cosa più importante, l’ha dovuto confermare anche la polizia”, ridce all’Adnkronos l’avvocato Carlo Taormina, che nell’ambito degli scontri avvenuti alla manifestazione ‘no green pass’ a Roma difende alcuni dei 12 arrestati, tra cui Castellino e Fiore. “I fatti si sono svolti così – racconta Taormina -, Castellino e Fiore hanno dato l’incarico a Luigi Aronica, quello più in contatto con la polizia, di chiedere l’autorizzazione per il corteo, e fra le varie ipotesi, fra cui quella pericolosa di andare a Palazzo Chigi, viene fuori quella di andare da Landini alla Cgil, perché Landini, dopo aver detto no al green pass, poi ha detto sì. E allora il capo dei responsabili della Digos in piazza, di cui oggi abbiamo fatto anche il nome ma che non posso dire pubblicamente, ha riferito che avrebbe parlato coi suoi superiori, presumo la Questura, poi non lo so, e che gli serviva mezz’ora. E dopo mezz’ora di attesa con calma e tranquillità, i superiori autorizzano il passaggio da piazza del Popolo alla Cgil”. Dunque, aggiunge Taormina, “non solo danno l’autorizzazione, ma si mettono alla testa del corteo, quindi bloccano la circolazione a piazzale Flaminio, portano la gente verso villa Borghese perché il Muro Torto era pieno di macchine, e vanno fino alla Cgil. Tutto tranquillo, tutto sereno, tutto autorizzato. Senonché quando arrivano vicino alla Cgil, trovano uno schieramento di polizia e carabinieri. Evidentemente ci avevano ripensato e quelli della polizia che avevano dato l’autorizzazione volevano ritornare sui loro passi, ma i capintesta chiedono di poter passare, e sia la polizia che i carabinieri, due schieramenti che erano più di facciata, senza nessun tafferuglio e senza niente, li fanno passare e arrivare alla Cgil. Questo è quanto è emerso oggi concordemente da dichiarazioni degli indagati e ammissioni scritte della Digos”. Infine, Taormina spiega: “Non è accertata solo la trattativa con la Digos, ma anche che Castellino e Aronica non sono mai entrati in Cgil, non hanno partecipato a nessun assalto, Fiore non ha partecipato a nessun assalto, è entrato dentro alla Cgil ad assalto effettuato, e con l’accordo dei poliziotti che erano già dentro, per prendere alcune persone e portarle fuori, fra queste Imperatore, il vecchietto che è stato pure arrestato e l’altro giorno il tribunale di Roma ha scarcerato”.