Effetto Covid, è una vera “fuga” dei medici dagli ospedali: -40mila entro il 2024

Nell’ultimo mese non è stato registrato un aumento del prezzo della farina 00 (-1%), che resta comunque uno dei prodotti che è cresciuto di più su base annua: +33% tra maggio 2021 e maggio 2022. E infatti il prezzo della farina resta ben al di sopra del livello raggiunto durante il primo lockdown a marzo 2020, quando gli scaffali della farina erano vuoti e il lievito introvabile. Il prezzo della farina è iniziato a crescere già prima del conflitto tra Russia e Ucraina, e già dall’estate scorsa i prezzi erano in crescita: tra maggio 2021 e gennaio 2022 (prima del conflitto) i prezzi erano già aumentati del 18% (in otto mesi). Tra gennaio 2022 e maggio 2022 i prezzi sono cresciuti ulteriormente del + 13% (in 4 mesi). A causa dell’innalzamento dei costi della materia prima, il prezzo della pasta di semola ha subito una corsa al rincaro a partire dalla scorsa estate. Anche se con qualche rallentamento, questa corsa è continuata fino ad oggi. A maggio 2021 un chilo di pasta veniva pagato 1,26 euro, oggi in media 1,57 euro: il 25% in più. Nell’ultimo mese il prezzo medio non è cresciuto, ma è troppo presto per dire se il prezzo di questo prodotto abbia invertito la tendenza all’aumento oppure no; è infatti già capitato nei mesi scorsi di riscontrare qualche rallentamento prima di nuovi aumenti. Prendendo come riferimento il mese di gennaio 2022 (prima dell’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina), oggi si registra un aumento del 7% in più, anche se tra gennaio 2022 e maggio 2021 l’aumento era già stato considerevole (+ 16% in 8 mesi).