Governo, lo scontro Draghi-Conte: il leader M5S sarebbe tentato dall’appoggio esterno all’esecutivo

Che le parole tradissero un certo nervosismo, cercando di tranquillizzare cronisti e commentatori nel tentativo di dare un’immagine di calma e serenità, lo si è capito fin da ieri sera, quando il premier Draghi, da Madrid per il vertice Nato, ha ribadito che “il governo non rischia” e che il chiarimento con Giuseppe Conte sarebbe proseguito nelle ore successive. Rientrato a Roma, intorno a mezzogiorno il presidente del Consiglio è salito al Quirinale dal capo dello Stato, ufficialmente per aggiornarlo sulle conclusioni del meeting spagnolo; molto più verosimilmente, per affrontare l’intricato garbuglio delle tensioni che scuotono la maggioranza, con la spina nel fianco di Giuseppe Conte, che mostra sempre più insofferenza a restare in maggioranza. Al centro delle questioni sull’appoggio del Movimento 5 Stelle alla composita alleanza che tiene in piedi l’esecutivo c’è l’insofferenza sempre più evidente del leader 5S (e predecessore di Draghi a Palazzo Chigi) a confermare nei fatti quello che da settimane va dicendo a parole, cioè che il governo deve proseguire nella sua attività. Con diversi “ma” a corredo. L’approccio di Roma alla situazione internazionale e alla guerra in Ucraina ha fornito più di un’occasione per traballare. Alla fine, la partita si è conclusa con il sì alla risoluzione dell’esecutivo di rinnovare gli aiuti militari a Kiev fino alla fine dell’anno. Atto che però ha avuto come sua principale conseguenza l’uscita di Luigi Di Maio dal Movimento e la costituzione di un nuovo gruppo parlamentare, Insieme per il futuro. Chi è rimasto nei 5S ha invece rinnovato il pressing su Giuseppe Conte per uscire dal governo ed eventualmente mantenere l’appoggio esterno. Ciò spiegherebbe la voce, circolata ieri in rete e sui giornali, secondo cui Mario Draghi avrebbe chiesto a Beppe Grillo di rimuovere Conte dalla leadership del Movimento; voce del resto smentita fermamente da Palazzo Chigi ma che è bastata a gettare benzina sul fuoco della polemica: “Trovo sinceramente grave che un premier tecnico che ha avuto da noi sin dall’inizio investitura, si intrometta nella vita di forze politiche che lo sostengono” ha dichiarato “l’avvocato del popolo” dei governi gialloverde e giallorosso. Draghi, nel bel mezzo degli impegni internazionali da affrontare nel vertice dell’Alleanza atlantica che ha aperto le porte a Svezia e Finlandia, ha quindi dovuto subito minimizzare, dicendo di aver chiamato Conte e di aver “iniziato un chiarimento”, precisando che il colloquio sarebbe proseguito oggi in attesa di un faccia a faccia “al più presto”. Oggi si terrà quindi il Consiglio dei ministri per tornare ad affrontare i nodi del caro bollette e dell’assestamento di bilancio. Intanto, sul fronte parlamentare, la Lega incassa il rinvio di una settimana della discussione dei provvedimenti su legalizzazione della cannabis e Ius Scholae, su cui aveva alzato le barricate con Fratelli d’Italia. “Non sono assolutamente la priorità per il nostro paese. La speranza è che vengano totalmente tolti da ogni calendario” ha commentato il deputato leghista Edoardo Ziello.